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- I paleontologi ritengono che l'homo sapiens abbia rischiato l'estinzione.
- La diffusione della nostra specie fu un processo lento e con andamento discontinuo.
- La vita media era di 20 anni.
- fino a quando i gruppi umani continuarono a dipendere dalla caccia e dalla raccolta la popolazione crebbe pochissimo per alcuni motivi: durezza delle condizioni di vita, difficoltà per le donne di spostarsi con i piccoli, nascite limitate con forme di infanticidio.
- Con l'introduzione dell'allevamento e dell'agricoltura il tasso di nascite aumentò.
- Quando nacquero i villaggi neolitici le donne poterono fare più figli grazie alle disposizioni alimentari.
- La mortalità era altissima perché le malattie diffondevano facilmente a causa della maggiore densità di popolazione dei villaggi.

- Dopo il neolitico la crescita della popolazione era: alta natalità, alta mortalità.
- Dopo la rivoluzione industriale la popolazione era caratterizzata da bassa mortalità e alta natalità: questo passaggio è chiamato transizione demografica (questo passaggio non avviene contemporaneamente in tutto il mondo) e si divide in tre fasi.

fase A= i progressi della medicina migliorarono le condizioni di vita facendo calare la mortalità soprattutto infantile e quindi il tasso era: natalità alta.
fase B= il maggiore benessere e i cambiamenti della mentalità spingono alle coppie ad avere meno figli quindi: il tasso di natalità cala ma è superiore a quello di mortalità.
fase C= i livelli di natalità e mortalità tendono ad avvicinarsi, quindi la popolazione smette di crescere.
- le stime dicono che è in atto un rallentamento, ma la crescita della popolazione mondiale continuerà almeno fino al 2050.
- nei giorni di oggi il tasso di fecondità (numero medio di figli per donna) è tra i 2,1 e i 2,5 .
- nelle zone rurali le donne fecondano molti figli per donna perché servono come forza lavoro.

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