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Le tombe a màstaba e le piramidi


Le prime tombe, dette dagli storici "a màstaba ", ebbero forma di piramide tronca e furono edificate con mattoni crudi e blocchi di calcare. All’inizio erano semplici masse di muratura piena; più tardi furono costruite al loro interno varie stanze che venivano riccamente ornate con dipinti e sculture. Uno o più pozzi conducevano alla camera sepolcrale, dove era collocato il sarcofago. Dopo la sepoltura i pozzi venivano riempiti di pietre, perché non vi si potesse più entrare. Erano di questo tipo le tombe dei nobili, dei funzionari, degli artisti.
La tomba del faraone era invece a forma di piramide ed egli ne faceva iniziare la costruzione non appena saliva al trono. Era fatta di pesanti blocchi di calcare, rivestiti, alla fine della costruzione, con lastre di pietra. Estratti dalle cave della regione di Assuan, i blocchi venivano spostati e caricati su grandi zattere per mezzo di leve, funi e rulli. Venivano così trasportati sul Nilo fino ai luoghi prescelti. Qui venivano sollevati per mezzo di una macchina-bilancia e disposti a gradoni. Tra un gradone e l’altro si predisponevano alcune rampe per il passaggio degli uomini, delle macchine e del materiale da costruzione.
Anche nelle piramidi c’era una camera sepolcrale, scavata nel terreno, che si poteva raggiungere solo attraverso un’intricata serie di corridoi.
Poiché sempre più spesso le tombe venivano profanate dai saccheggiatori, attratti dai ricchi corredi funebri, i faraoni cominciarono a farsi seppellire in tombe scavate nella roccia in una località chiamata “valle dei re”.
Queste tombe, chiamate “a siringa”, erano formate da una successione di camere e corridoi. Una volta sistemata la mummia nella camera sepolcrale, una parte della collina veniva fatta franare per nascondere l’ingresso.
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