Roma - I re Romani e Sabini


Secondo la leggenda, Roma ebbe sette re; a Romolo sarebbe successo Numa Pompilio, sabino della città di Curi, un re saggio, pio, creatore del collegio dei sacerdoti e riformatore del calendario. Probabilmente questa parte della leggenda si riferisce ad un allargamento del «populus» di Roma, con l’incorporazione di altre zone della Sabina.
A Numa, dice la leggenda, successe Tulio Ostilio, romano, che avrebbe distrutto Alba, trasferendone gli abitanti a Roma. In effetti in questo periodo Roma distrusse la città dalla quale era nata e ne assorbì il «populus».
A Tulio sarebbe succeduto Anco Marzio, sabino, il quale ampliò la città, incorporandovi il colle del Gianicolo alla destra del Tevere, il che rese necessaria la costruzione di un ponte. Ad Anco Marzio si deve anche la costruzione del porto di Ostia (il nome Ostia vuol dire “porta”: la città venne così chiamata perché era un po’ la porta sul mare della città di Roma; attualmente Ostia è il luogo di villeggiatura più frequentato dai Romani, anche perché è praticamente incorporata nella metropoli capitolina), alle foci del Tevere.
In effetti in quest’epoca i grandi costruttori etruschi, divenuti ormai cittadini romani, diedero grande impulso all’attività edilizia ed un porto sul Tevere era assai utile al commercio fluviale dei mercanti di origine etrusca.

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