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Era riconosciuta anche dagli altri popoli antichi la grande capacità dei Fenici di costruire le navi (per esempio gli stessi faraoni egizi commissionavano da loro le navi).
Le navi da trasporto fenicie erano costituite da una vela di forma quadratica, issata su un albero maestro al centro dello scafo, la loro chiglia era piatta e larga (in modo da trasportare grandi carichi).
Le navi da guerra erano, invece, lunghe e affusolate, dotate di una vela di grandi dimensioni al centro e di doppie file di rematori (così da poter aumentare la velocità o comunque muoversi anche con l’assenza del vento).
Non a caso, furono proprio i marinai fenici i primi a praticare la navigazione a mare aperto (e questo non solo grazie alla costituzione delle loro barche, ma anche con la loro bravura nell’orientarsi con gli astri celesti).
Memorabile viaggio dei Fenici fu quello che, sotto il faraone Neco, compierono la circumnavigazione dell’intera Africa (attorno al 600 a.C.), il che è testimoniato anche dallo storico Erodoto, che disse:

“Essi raccontarono un particolare per me incredibile: che, nel compiere la circumnavigazione dell’Africa, avevano avuto il sole sulla loro destra” (Erodoto, Storie, 4, 43).

Infatti, i Fenici partirono dal Mar Rosso, proseguirono per l’oceano Indiano e terminarono, dopo tre anni, con il passaggio dallo stretto di Gibilterra ed il ritorno sul Mar Mediterraneo.

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