Fenici - Colonie e scrittura


Per sviluppare meglio i loro traffici, i Fenici crearono depo¬siti in vari punti: nelle zone prescelte costruivano magazzini, cisterne, fortificazioni e vi depositavano le merci destinate a rifornire i mercati vicini. Pian piano, intorno a questi depositi, nacquero villaggi, i quali divennero poi ricche e grandi città, che si resero indipendenti dalla patria di origine. Ricordiamo Cadice, Cartagena (in Spagna), Cartagine in Africa, Cartalis (oggi Ca¬gliari) in Italia.
La ricchezza accumulata dai Fenici fece sì che le più potenti nazioni del loro tempo tentassero di dominarli. I primi furono gli Egiziani, poi seguirono ad essi gli Assiri ed i Persiani; tuttavia i Fenici continuarono le loro attività mercantili, anche sotto il controllo dei padroni stranieri.
Oltre allo sviluppo dei commerci e dell’arte nautica la civiltà umana deve ai Fenici l’uso della scrittura alfabetica.
Egiziani e popoli mesopotamici aveva¬no già tentato scritture fonetiche (cioè nelle quali ad ogni suono della voce umana corrispondesse un segno); furono i Fenici ad inventare la più semplice e completa scrittura fonetica.
La loro grande invenzione (che oggi usano tutti i popoli civili) si chiama alfabeto e consiste in un insieme di segni facili a farsi ed a ricordarsi, corrispondenti alle vocali ed alle consonanti che noi emettiamo parlando.
Da questi segni fenici, semplificatisi nel tempo, sono derivate le nostre lettere.

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