Fenici - L'arte del navigare


Dai cantieri fenici uscirono le grandi navi che permisero le più avventurose imprese nautiche del tempo.
Nel 600 a.C. un pugno di marinai fenici, per incarico dei Faraone egiziano Necho, si avventurò lungo ii Mar Rosso, verso il Sud. I marinai fenici navigarono per anni, approdando in territori sconosciuti, assalendo tribù di negri spaventati, rifocillandosi con frutti di piante tropicali. Doppiarono il capo di Buona Speranza, risalirono per l'Atlantico, passarono per lo stretto di Gibilterra, imboccarono il delta del Nilo e sbarcarono in Egitto, quando ormai più nessuno li aspettava, carichi di oggetti strani e con incredibili notizie, Avevano, in pratica, compiuto la prima circumnavigazione dell’Africa. Quando, Inoltre, il rame in Asia cominciò a scarseggiare, i Fenici andarono a prenderlo in Spagna e quando si esaurì lo stagno andarono a procurarselo nelle lontane isole britanniche.
Le navi fenicie solcavano tutti i mari: a volte attraccavano in paesi sconosciuti, i marinai sbarcavano, rapivano uomini, don¬ne, bambini, e li portavano via, per venderli come schiavi. Altre volte speronavano navi di altri paesi e le derubavano: furono, così, gli inventori della pirateria.
Si deve naturalmente ai Fenici lo sviluppo dell’arte di navigare e dell’arte di costruire imbarcazioni. I Fenici crearono le prime carte geografiche e nautiche, scoprirono la costellazione dell’Orsa Maggiore, della quale si servivano per orientarsi durante i loro lunghi viaggi in mare.

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