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Concetti Chiave

  • Le riforme di Diocleziano e Costantino segnarono una rivoluzione nell'organizzazione politica, economica e militare della società romana, dando inizio all'epoca tardoantica.
  • La burocrazia romana crebbe significativamente, creando una nuova classe sociale di funzionari potenti e ricchi, mentre il prestigio delle Magistrature Pubbliche Locali diminuì drasticamente.
  • La rigidità sociale imposta dallo Stato bloccò la mobilità tra le classi, portando alla scomparsa delle classi medie e all'accentuazione delle disuguaglianze tra ricchi funzionari e poveri contadini.
  • La migrazione degli Unni influenzò profondamente le popolazioni germaniche, causando disordini e contribuendo alla disgregazione dell'Impero Romano attraverso l'integrazione dei Visigoti al suo interno.
  • Teodorico, re degli Ostrogoti, fondò un regno in Italia, cercando di garantire la convivenza tra Latini e Germani, ma il suo ambizioso progetto di un grande Stato germanico rimase incompiuto.

Quali sono le riforme di Diocleziano e Costantino?

Un nuovo assetto della società: dopo le riforme di Diocleziano e di Costantino, la società Romana subì una rivoluzione, sia nell’organizzazione politica che in quelle economica e militare.

Questa rivoluzione portò numerosi cambiamenti, tanto che gli storici utilizzano l’espressione “epoca tardoantica” per distinguere questo periodo dal precedente caratterizzato dalla Crisi (scatenatasi nel Terzo Secolo sotto la dinastia dei Severi).

Ascesa della burocrazia romana

L’ascesa della burocrazia: sempre grazie alle riforme, gli Imperatori di questo periodo iniziarono a gestire il potere amministrativo e il potere politico attraverso un grande numero di funzionari.

Questi uomini non venivano più dall’aristocrazia, ma grazie agli stipendi e ai guadagni provenienti dal ruolo che svolgevano e grazie al fatto che le cariche dei funzionari erano in gran parte ereditarie, riuscirono a creare una nuova classe sociale, dotata di grande potere e ricchezza.

Si sviluppò così la burocrazia, ovvero il potere dei funzionari dell’amministrazione imperiale, che portò alla crisi delle Magistrature Pubbliche Locali (ad es. il ruolo di Senatore locale, che venne ridotto ad esattore fiscale, con tutti i rischi della professione): nessuno più voleva diventar Magistrato, poiché ricchezza e prestigio derivavano ormai solo dalla carica di funzionario.

Società bloccata e classi sociali

Una società bloccata: la società si bloccò: un uomo libero non aveva più la possibilità di uscire dalla classe sociale di nascita.

Per esempio, per evitare l’abbandono dei terreni agricoli da parte dei contadini (i quali tendevano a spostarsi nelle città per evitare le ingenti tasse gravanti sui campi), lo Stato vietò ai Coloni di andarsene, obbligandoli a coltivare la terra per tutta la vita e trasferendo lo stesso obbligo ai loro figli.

Anche gli artigiani e i soldati non potevano più cambiare le loro professioni, che divennero così ereditarie.

Scomparvero le classi medie, e si accentuarono le distanze tra i pochi ricchi (i funzionari) e i molti poveri (contadini, piccoli artigiani e soldati semplici; questi ultimi in alcuni casi dovettero formare bande di briganti per sopravvivere.

Integrazione e ribellione dei Germani

I Regni Romano-barbarici (fine IV Secolo)

I Germani: si utilizza il termine “Germani” per indicare molte popolazioni stanziate vicino a Roma sin dall’epoca della dinastia Flavia.

Alla fine del IV Secolo questi erano bene integrati nell’Impero, sia perché vivevano in villaggi all’interno dei confini sia perché molti di loro erano arruolati nell’esercito.

Addirittura, alcuni soldati germani si erano distinti in battaglia per le loro abilità, e avevano fatto carriera militare fino a diventare Generali.

Inoltre molti di loro si erano legati in matrimonio con famiglie patrizie (aristocratiche) romane, assorbendone le tradizioni, e si erano convertiti al Cristianesimo grazie all’opera dei Missionari: tutto ciò portò ad una situazione di equilibrio tra il popolo Romano e quello dei Germani.

Migrazione e impatto degli Unni

Gli Unni: negli ultimi decenni del IV Secolo la popolazione nomade degli Unni, proveniente da Oriente (dalle zone della Cina) si spostò a Occidente dando inizio a un imponente flusso migratorio.

Essi erano conosciuti per l’abilità nel combattimento da lontano (tramite l’uso dell’arco) e a cavallo, oltre che per la loro crudeltà.

Durante la loro migrazione, travolsero molte popolazioni germaniche, tra cui gli Alani e gli Ostrogoti.

Visigoti e la disgregazione dell'Impero

I Visigoti: sotto la spinta degli Unni, che erano giunti fino al Danubio, un’altra popolazione germanica si trovava in difficoltà: i Visigoti.

Essi provarono a resistere, ma poi, per non essere schiacciati, ripiegarono all’interno dell’Impero Romano, chiedendo di potersi insediare e costruire villaggi.

Nel 376 d.C. venne concessa loro questa possibilità, in cambio però di tasse, tributi e l’obbligo di difendere militarmente i confini dell’Impero.

Questa soluzione però, comportò eccessivi sfruttamenti economici e militari per i Visigoti, che nel 378 d.C. si ribellarono sconfiggendo l’esercito romano ad Adrianopoli.

Nel 382 d.C., per ristabilire la pace, gli Imperatori Graziano e Teodosio stipularono un accordo coi Visigoti, permettendo a questi ultimi di costruire un vero e proprio Stato nell’Illirico (odierne Croazia e Albania), ovvero all’interno del suolo romano: fu l’inizio della disgregazione dell’Impero.

Divisione dell'Impero Romano

A partire dal 395 d.C., cioè dalla morte di Teodosio, l’Impero subì una definitiva divisione fra Oriente ed Occidente, con due capitali e due Imperatori: da quel momento non si riunirà mai più.

Attacchi interni e sacco di Roma

Gli attacchi interni dei Germani: all’inizio del V Secolo ormai i Germani erano considerati da parte dei romani come un pericolo interno.

I Visigoti si ribellarono e si spostarono verso Roma, grazie anche all’incoraggiamento di Arcadio, allora Imperatore d’Oriente (ormai gli interessi dell’Impero d’Oriente e di quello d’Occidente erano totalmente diversi).

Dal 405 al 409 d.C. i Visigoti si riversarono nei territori dell’Impero senza troppi problemi (solo il Generale Stilicone riuscì a fermarli per un breve periodo) e le loro truppe si ingigantirono poiché vi si unirono i Germani che, dopo essersi integrati nella società e nell’esercito romano, vennero cacciati perché considerati barbari.

Nel 410 d.C. i Visigoti arrivarono a Roma e la saccheggiarono (l’evento fu definito “Sacco di Roma); nei decenni successivi numerose altre popolazioni Germaniche giunsero nei territori dell’Impero d’Occidente (Province comprese) mettendoli a ferro e fuoco senza incontrare resistenza, stanziandosi in questi luoghi e arrivando addirittura a sostituire le tradizioni romane con le proprie.

Caduta dell'Impero Romano d'Occidente

La caduta dell’Impero Occidentale: gli Imperatori provarono a fermare i Germani senza successo, tanto che nel 476 d.C. l’ultimo Imperatore d’Occidente, Romolo Augustolo (poco più di un bambino) fu deposto da Odoacre, re degli Eruli (altra popolazione germanica): questa è la data della caduta dell’Impero Romano d’Occidente e dell’inizio del Medioevo.

Formazione dei Regni Romano-Germanici

I Regni Romano-Germanici: prima della caduta, durante le incursioni dei vari popoli germani, gli Imperatori Romani avevano rinunciato ad imporre la propria autorità politica, lasciando così che si formassero dei piccoli Stati all’interno del grande Stato Romano.

Queste nuove realtà furono chiamate “Regni Romano-Germanici” perché comprendevano sia cittadini Latini che Germani, ma non erano veri e propri Stati poiché mancava l’amministrazione, i confini non erano ben delineati e al loro interno vigevano sia le leggi romane che quelle barbare.

Regno Franco e integrazione

Il Regno Franco: tra il 482 e il 511 d.C. uno dei regni più importanti era quello dei Franchi, guidati da Re Clodoveo.

Egli puntò su di una politica di integrazione: si convertì al Cristianesimo, favorì i matrimoni misti e adottò le leggi e la struttura amministrativa dei Romani.

Così facendo, si ingraziò (ottenne l’appoggio di) le ricche famiglie latine che grazie a lui mantennero i loro beni e la loro posizione sociale.

Regno Ostrogoto e Teodorico

Il Regno Ostrogoto: mentre i Visigoti invadevano l’Impero d’Occidente, un altro popolo germanico, gli Ostrogoti, si accordavano con l’Imperatore d’Oriente per potersi stanziare pacificamente nelle zone della Pannonia e della Mesia (attuali Ungheria e Serbia).

Come garanzia di rispetto dell’accordo, il Re degli Ostrogoti inviò il suo giovane figlio Teodorico a Costantinopoli (Capitale d’Oriente), ed egli crebbe con un’educazione greca e con le tradizioni dell’Impero.

Nel 488 d.C. Teodorico divenne Re del suo popolo, e fu inviato in Italia dall’Imperatore Zenone al fine di combattere contro Odoacre, che nel frattempo aveva acquisito un grande potere.

L’obbiettivo di Zenone era chiaro: voleva che i due popoli germani si neutralizzassero a vicenda, indebolendosi.

Teodorico però, dopo aver sconfitto Odoacre, fondò un Regno Ostrogoto in Italia, governando per circa 30 anni.

Durante il suo regno tentò di garantire la convivenza tra Latini e Germani, stabilì buoni rapporti con i ricchi patrizi di origine romana, incoraggiò l’agricoltura e il commercio, riorganizzò l’amministrazione delle città e mantenne le leggi romane per i Latini.

Il suo obbiettivo più grande fu però quello di creare un grande Stato Germanico (chiamato “Gotia”), guidato dagli Ostrogoti, all’interno del quale far confluire gli altri popoli di comune origine.

Tale progetto di Teodorico rimase però incompiuto, poiché vi si opposero sia gli Imperatori d’Oriente (che vedevano questo Stato come una minaccia) sia i sovrani degli altri popoli germani (che non erano disposti a subordinarsi agli Ostrogoti), sia la Chiesa di Roma (che considerava pericoloso il dominio di un popolo di religione non cristiana).

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali riforme di Diocleziano e Costantino?
  2. Le riforme di Diocleziano e Costantino portarono a una rivoluzione nell'organizzazione politica, economica e militare della società romana, segnando l'inizio dell'epoca tardoantica, distinta dalla Crisi del III secolo.

  3. Come si sviluppò la burocrazia romana durante questo periodo?
  4. Grazie alle riforme, la burocrazia romana crebbe notevolmente, con funzionari non più provenienti dall'aristocrazia, creando una nuova classe sociale potente e ricca, mentre le Magistrature Pubbliche Locali entrarono in crisi.

  5. Quali effetti ebbe la rigidità sociale sulla popolazione?
  6. La società divenne bloccata, impedendo agli individui di cambiare classe sociale; i contadini furono costretti a rimanere legati alla terra, e le professioni divennero ereditarie, accentuando le disuguaglianze tra ricchi e poveri.

  7. Quale fu il ruolo dei Germani nell'Impero Romano?
  8. I Germani, inizialmente integrati nell'Impero, si ribellarono a causa degli sfruttamenti economici e militari, culminando nella loro richiesta di insediamento che portò alla disgregazione dell'Impero.

  9. Come si svilupparono i Regni Romano-Germanici dopo la caduta dell'Impero?
  10. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, si formarono piccoli Stati chiamati Regni Romano-Germanici, caratterizzati da una mescolanza di leggi romane e barbariche, senza una vera amministrazione o confini definiti.

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