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Sindacati e tutela dei lavoratori

Per molti secoli, anzi per millenni, uomini e donne hanno lavorato senza sosta e senza alcuna tutela.
Molto spesso sono stati vittime di datori di lavoro senza scrupoli, oggetti da sfruttare fino alla consunzione fisica. Salari bassissimi, incertezza del posto di lavoro , orari massacranti sfruttamento di donne e bambini. Anche perché le leggi, su questi punti, tacevano. Gli operai reagivano con tumulti e scioperi di fabbrica, sempre o quasi sempre dichiarati illegali e quindi repressi dalla polizia.

Le cose cominciarono a cambiare solo nella seconda metà dell’Ottocento. Intorno al 1865-70 si formò in diversi paesi un movimento sindacale forte e organizzato, in grado di far valere i diritti dei lavoratori.

Nel XIX secolo i sindacati erano divisi sulla linea da seguire. Alcuni volevano contrapporsi frontalmente ai datori di lavoro; auspicavano ad una rivoluzione, che avrebbe portato alla fine della proprietà privata e alla proprietà collettiva delle industrie.

Altre forze sindacali preferivano una tattica più graduale, condividendo le tesi dei partiti del socialismo riformista. Furono queste le organizzazioni ad ottenere le maggiori conquiste e il consenso della maggioranza dei lavoratori.

Nel Novecento, poi, in diversi stati i governi diedero origine al Welfare State, lo ‘Stato del Benessere”. Esso interviene a garantire a tutti i cittadini gratuitamente o quasi, l’abitazione, l’istruzione, la salute, l’istruzione e un livello minimo di reddito.

Ovviamente in questi casi è molto alto il prelievo fiscale, cioè le somme che l Stato richiede alle famiglie per finanziare questi servizi.

Oggi non potremmo nemmeno pensare il lavoro, le aziende, la produzione ecc. senza la presenza e il contributo dei sindacati.
Nei Paesi civili essi sono considerati indispensabili per assicurare il corretto svolgersi della vita delle aziende.
Il sindacato tutela i diritti di chi lavora, ma anche di quelli che usufruiscono dei servizi pubblici ritenuti essenziali, come la sanità e i trasporti.

Purtroppo però i sindacati non sono presenti e accettati ovunque. Essi sono realmente liberi solo nei Paesi democratici. In molti paesi, spesso quelli in cui ci si sta industrializzano ad un rimo vertiginoso (come nel caso dell’Estremo Oriente), la presenza dei sindacati è ancora molto marginale. In tali Paesi si verificano gli avvenimenti a cui l’Europa ha dovuto assistere a metà Ottocento, quando i sindacati erano ancora troppo deboli, per poter davvero incidere sui rapporti tra lavoratore e aziende.

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