Organizzazione e diritto delle popolazioni barbariche


La maggioranza delle popolazioni barbariche erano di origine germanica, cioè di stirpe indoeuropea, come i Latini. Inizialmente, erano organizzate internamente come i Latini antichi, poi si diversificarono.
Mentre fra i Latini la differenza tra nobili (patrizi) e non nobili (plebei) finì per essere eliminata, tra i Germani restò.
Le famiglie nobili (cioè quelle discendenti dalle prime che avevano occupato la regione ove viveva la tribù) si collegarono insieme, secondo la discendenza, formando una sippe (gente). Più sippe unite formavano un gau, un insieme molto numeroso di persone con origine comune, che vivevano tutte in un villaggio. I capi delle famiglie del gau (corrispondenti ai «patres» romani) costituivano un’assemblea di nobili (analoga al «senato» romano) che eleggeva un herzog (re). I vari «herzog» si riunivano periodicamente ed eleggevano, come gli antichi Achei, un koenig, re dei re. Le varie attività lavorative erano riservate agli schiavi o ad uomini liberi non nobili, che combattevano anche nell’esercito, sotto la guida dei nobili.
Molti fra i popoli barbarici ebbero un loro diritto che fu diverso da quello romano, in quanto diverse erano le strutture sociali. La società romana era complessa, aveva bisogno di leggi numerose e varie; la società germanica era semplice, in quanto si basava su una netta distinzione tra ceti sociali e sull’affermazione del diritto di proprietà.
In caso di violazione del diritto di proprietà era consentita, per alcuni popoli germanici, addirittura la faida (vendetta personale); altre tribù invece imponevano il guidrigildo (risarcimento dei danni col pagamento di una multa).

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