Concetti Chiave
- La partecipazione delle masse alla vita politica nel '900 portò alla nascita di partiti di massa, come quelli socialisti e cattolici, che rappresentarono larghi strati della popolazione.
- Il suffragio universale fu ottenuto per gli uomini tra fine '800 e inizio '900, mentre le donne conquistarono il diritto di voto solo negli anni '20 e '40, dopo lunghe battaglie.
- La Seconda rivoluzione industriale offrì nuove opportunità lavorative per le donne, che entrarono nel settore terziario, ma il lavoro femminile rimase sottopagato e non garantito.
- Il Movimento Femminista, nato nel 1969, mirava alla liberazione delle donne e portò a importanti conquiste legislative, come la legge sul divorzio e la riforma del diritto di famiglia.
- Le leggi sul divorzio e sull'aborto furono fortemente contestate dalla democrazia cristiana e dai cattolici, che tentarono di abrogarle tramite referendum, ma furono sconfitti.
Partecipazione politica delle masse
La società del ‘9oo fu caratterizzata anche dalla partecipazione delle masse alla vita politica. Essa determinò la nascita dei partiti di massa che inquadrarono larghi strati della popolazione in una struttura permanente articolata in organizzazioni locali. Questo nuovo modello determinò la formazione dei partiti socialisti, socialdemocratici e cattolici.
Suffragio universale e diritti delle donne
Questi, tra la fine del ‘800 e i primi del ‘900, ottennero il suffragio universale a tutti gli uomini maggiorenni, ma non alle donne. Negli Stati Uniti le donne fondarono le prime associazioni femministe di donne bianche e, dopo la guerra di scissione, quelle di donne nere. Di conseguenza poterono votare solo nel 1920. In Inghilterra iniziarono a votare nel 1918 dopo lunghe battaglie da parte delle suffragette. In Italia i diritti delle donne vennero sostenuti dalle donne del partito socialista, guidate da Anna Kuliscioff, ma riuscirono a ottenere il diritto di voto solo nel 1946, perché a causa del partito fascista l’attività del Parlamento venne bloccata fino alla fine della 2° Guerra Mondiale.
Opportunità lavorative per le donne
Quando si fecero sentire gli effetti della Seconda rivoluzione industriale le donne si videro presentare nuove opportunità di lavoro, soprattutto negli ambienti urbani. La donna piccolo-borghese entrò a far parte del settore terziario (amministrazioni pubbliche, aziende private, ospedali, poste, banche, negozi e insegnanti), anche la donna aristocratica e alto-borghese mutò il suo ruolo si trasformò spesso in donna fatale e in donna intellettuale, dedicandosi al lavoro di giornalista e facendosi aprire le porte delle facoltà di medicina, matematica e fisica o condussero grandi battaglie politiche. La trasformazione riguardò anche la classe operaia femminile, infatti, verso la fine del 19° secolo nazioni come la Germania, l’Inghilterra e la Francia approvarono le leggi sociali contro lo sfruttamento disumano del lavoro infantile e femminile (riduzione orario di lavoro, innalzamento del limite d’età per l’assunzione dei fanciulli, proibizione del lavoro massacrante in miniera) e inoltre nacquero le prime forme di protezione della maternità (congedi, sussidi ecc.). tuttavia il lavoro femminile continuò a essere sottopagato e il suo diritto all’occupazione non garantito. Durante la 2° Guerra Mondiale le donne assumono un ruolo molto importante perché diventano capofamiglia, inoltre molte di loro diventano partigiane, venendo usate come “staffette”, ma la delusione più grande avvenne alla fine della guerra, quando la donna perse questo ruolo ritornando al modello bigotto precedente.
Movimento femminista e diritti civili
Nel 1969 nacque il Movimento Femminista, portatore di un messaggio rivoluzionario: la liberazione della donna. Il suo obbiettivo era il ribaltamento della società maschilista, basato su due punti cardine:
• Vuole ribaltare la vita intesa come competizione in cui è giusto che i più forti si affermino e i più deboli siano eliminati o sottomessi;
• La società vista come un luogo in cui da secoli sono stati definiti dei ruoli che annullano la persona inchiodandola a una serie di “funzioni”.
Il primo obbiettivo del Femminismo fu il divorzio (legge che avrebbe salvato la donna dalla violenza del marito), infatti nel 1969 la richiesta di una legge sul divorzio fu portata avanti dal partito radicale (partito laico, combattivo che si adoperava per la difesa dei diritti civili). La partecipazione femminile di massa alle manifestazioni ed una continua pressione sui parlamentari laici e comunisti determinò nel 1970 l’approvazione della legge, nonostante la forte opposizione della democrazia cristiana. Infatti gli anti-divorzisti della Dc, sostenuti dai vescovi italiani, cercarono di abrogare la legge co un referendum nel 1974. La partecipazione al voto fu altissima e vinse il NO. Nel 1975 il parlamento varò la riforma del diritto di famiglia, attuando il principio di uguaglianza dei coniugi, enunciato dall’Art.29 della Costituzione, e nel 1978 venne approvata la legge 194 che, ancora oggi, consente alle donne di interrompere la gravidanza entro 90 giorni dal concepimento o dopo in caso di pericolo per la madre, appoggiandosi gratuitamente a strutture pubbliche. Contro l’aborto nel 1981 i cattolici indissero un nuovo referendum abrogativo e persero ancora.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto della partecipazione delle masse sulla vita politica nel '900?
- Quando le donne hanno ottenuto il diritto di voto in vari paesi?
- Quali opportunità lavorative si sono aperte per le donne durante la Seconda rivoluzione industriale?
- Quali erano gli obiettivi principali del Movimento Femminista nato nel 1969?
- Quali leggi significative sono state approvate in Italia a favore dei diritti delle donne negli anni '70?
La partecipazione delle masse ha portato alla nascita di partiti di massa, che hanno organizzato ampi strati della popolazione in strutture permanenti, contribuendo alla formazione di partiti socialisti, socialdemocratici e cattolici.
Negli Stati Uniti, le donne hanno potuto votare solo nel 1920, in Inghilterra nel 1918, mentre in Italia il diritto di voto è stato concesso solo nel 1946 a causa dell'interruzione dell'attività parlamentare durante il fascismo.
Le donne hanno trovato nuove opportunità nel settore terziario e in professioni intellettuali, ma il lavoro femminile rimaneva sottopagato e il diritto all'occupazione non garantito, nonostante l'approvazione di leggi sociali contro lo sfruttamento.
Il Movimento Femminista mirava a ribaltare la società maschilista e a liberare le donne da ruoli definiti che limitavano la loro identità, con il primo obiettivo di ottenere una legge sul divorzio per proteggere le donne dalla violenza coniugale.
Nel 1970 è stata approvata la legge sul divorzio, seguita dalla riforma del diritto di famiglia nel 1975, che ha attuato il principio di uguaglianza tra coniugi, e dalla legge 194 nel 1978, che consente l'interruzione della gravidanza entro 90 giorni.