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La scuola dell’Ottocento


Dopo l’unità d’Italia il problema principale era quello di formare gli italiani e per far questo bisognava innanzitutto diffondere la lingua italiana , parlata da pochissime persone. Per raggiungere questo obiettivo bisognava creare scuole popolari aperte a tutti e così ogni comune iniziò ad attrezzarsi per aprire delle scuole. Dopo l’Unità venne estesa a tutta Italia la legge Casati, varata nel 1859 per il regno di Sardegna e che prevedeva che l’istruzione elementare fosse obbligatoria e gratuita e a questo scopo istituiva le scuole pubbliche. Prima infatti le scuole erano gestite da privati e quindi a pagamento, oppure dal clero che però non era presente ovunque.
Nel 1877 la legge Casati fu sostituita dalla legge Coppino che ampliava le precedenti disposizioni e fondava un sistema scolastico nazionale stabilendo cicli e materie di studio; inoltre prevedeva sanzioni per tutti quei genitori che non mandavano i figli a scuola. Erano infatti molti i bambini che non andavano a scuola o frequentavano irregolarmente perché i genitori li facevano lavorare nei campi. La legge sull’istruzione obbligatoria rimase comunque per anni ampiamente inosservata.
Vediamo ora come era organizzata la vita scolastica; per legge le classi delle scuole elementari dovevano essere solo maschili o solo femminili. I maestri erano molto severi e potevano usare la verga, cioè una bacchetta lunga e sottile, per punire gli alunni più irrequieti o svogliati. Un altro sistema di punizione era l’allontanamento dalla classe o l’essere messi in un angolo a volte con un cappello con le orecchie d’asino. In questo modo si voleva far leva sull’ orgoglio degli allievi, ma spesso si produceva l’effetto opposto, cioè quello di far odiare la scuola e di allontanare da essa. I banchi erano fatti di legno e gli alunni scrivevano con una penna formata da un’asta di legno nella quale si inseriva il pennino da intingere nel calamaio, un piccolo recipiente contenente l’inchiostro. Il bidello riempiva i calamai quando l’inchiostro finiva. Scrivere in questo modo era molto difficile e spesso si macchiava il foglio e questo sistema di scrittura è andato avanti per molto tempo infatti anche i nostri nonni o alcuni genitori scrivevano ancora con inchiostro e pennino.
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