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Le ore

Come per noi oggi, i pasti nell'arco della giornata erano generalmente tre, ma di consistenza e durata molto diversa.
1- Lo ientaculum, era uno spuntino mattutino a base di pane e formaggio.
2- Il prandium, anche questo un pasto frugale, poiché i Romani non facevano un pasto completo fino al pomeriggio inoltrato.
3- La cena, era il pasto principale e solitamente aveva inizio dopo l'hora nona, cioè le tre del pomeriggio, e si protraeva fino a tarda sera.
In origine la partecipazione alla cena era concessa solamente agli uomini, il dominus e i patres familias, che solitamente erano amici del padrone. La matrona invece veniva completamente esclusa, così anche i figli non ancora adulti e gli schiavi. La matrona si ritirava nelle sue stanze, chiamate diaetae, a filare la lana con le sue ancelle. Con il passare del tempo e l'arrivo dell'età repubblicana, anche le donne cominciarono ad essere ammesse ai banchetti, dove potevano sfoggiare abiti ed assumere atteggiamenti provocanti.

Luoghi

Nella sala da pranzo delle dimore patrizie venivano disposti tre o quattro gruppi di tre letti a tre posti, la triclinia, inclinati in direzione di una tavola quadrata centrale, per un totale di 27-36 invitati, che prendono il nome di convivae. Il lato libero della tavola si apriva sulle mensae, cioè sulle tavole delle portate, su cui erano disposte le mappae, cioè tovaglioli forniti dal padrone di casa. Le portate erano almeno sette, e comprendevano: un antipasto, tre primi piatti, due secondi di carne o pesce e un dessert.

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