Concetti Chiave
- Nel 1905, la Russia era caratterizzata da un regime zarista assolutista e un'economia arretrata, che portò a un primo tentativo di rivoluzione da parte della popolazione.
- La rivoluzione di febbraio 1917 a Pietrogrado portò all'abdicazione dello Zar e all'emergere di un governo provvisorio e di un potente Soviet di operai e contadini.
- Le Tesi di Aprile di Lenin, pubblicate nel 1917, sottolinearono la necessità di una rivoluzione focalizzata sulla terra e sull'uscita dalla Prima Guerra Mondiale.
- La guerra civile tra l'Armata Rossa e le forze controrivoluzionarie portò alla nascita dell'URSS nel 1922, dopo la vittoria bolscevica.
- Stalin, dopo aver vinto la lotta di potere, implementò riforme radicali come la collettivizzazione e l'industrializzazione forzata, instaurando un regime totalitario caratterizzato dal terrore politico.
Indice
Il contesto russo del 1905
Lo Stato russo nel 1905 era arretrato: lo Zar esercitava un potere assoluto, l’economia era agricola e l'industrializzazione era fortemente limitata. Nel 1905 ci fu il primo tentativo di rivoluzione da parte della popolazione contro lo Zar, ma questo fu soffocato. Tuttavia, questa fu una prova generale della Rivoluzione, un'anteprima che anticipava i tempi più maturi per il cambiamento.
La rivoluzione di febbraio 1917
Nel 1917, a febbraio, una serie di ribellioni scoppia a Pietrogrado e in altre città. Il popolo chiude a forza le fabbriche, mostrando una crescente compattezza degli operai. L’esercito dà il suo appoggio agli insorti e lo Zar è costretto ad abdicare. Successivamente, lui e tutta la sua famiglia saranno catturati e uccisi, segnando la fine del regime zarista.
Il governo provvisorio e il Soviet
Tra febbraio e ottobre 1917, il paese è governato da un governo provvisorio (costituito dalla Duma, la camera elettiva del parlamento russo), che include tutte le forze politiche tranne i Bolscevichi (partito di minoranza). Parallelamente, a Pietrogrado nasce un altro potere, il Soviet, un consiglio di contadini e operai che occupano le fabbriche e vogliono gestirle autonomamente.
Le tesi di Lenin e la rivoluzione bolscevica
Nel mese di aprile, Lenin, rientrato dall'esilio in Svizzera, pubblica le Tesi di Aprile con le quali espone la sua posizione. Secondo Lenin, la Rivoluzione doveva concentrarsi sul problema della terra e sull'uscita della Russia dalla Prima Guerra Mondiale.
Nel 1917, a ottobre, i Bolscevichi attuano un colpo di stato e prendono il potere. La Rivoluzione diventa quindi una rivoluzione bolscevica.
La guerra civile e la nascita dell'URSS
Nel 1917-1918, Lenin firma un trattato di pace con le potenze dell’Intesa (il trattato di Brest-Litovsk) per ritirarsi dalla Prima Guerra Mondiale. Lenin promulga anche la redistribuzione delle terre, assegnando le terre ai contadini attraverso il Sistema della comunità di villaggio.
Allo stesso tempo, scoppia una guerra civile tra l’Armata Rossa (l’esercito bolscevico) e le forze controrivoluzionarie (le armi bianche), supportate da paesi esteri come Francia, USA e Regno Unito. Con il tempo, l’Armata Rossa prevale, e nel 1922 nasce ufficialmente l’URSS.
Il comunismo di guerra e la NEP
Nel periodo successivo, Lenin proclama il Comunismo di guerra, un insieme di misure d’emergenza per gestire la crisi. La produzione nelle città crolla, e il governo obbliga i contadini a versare allo Stato tutto ciò che producono, tranne quanto necessario per la loro sopravvivenza. Questa misura fu altamente impopolare, e i contadini cominciarono a produrre solo il minimo indispensabile.
Nel 1921, Lenin attua un nuovo corso economico, la NEP (Nuova Politica Economica), che consente ai contadini di avere una certa libertà di iniziativa, consentendo loro di conservare una parte del raccolto per il proprio profitto. Questo porta a un miglioramento della produzione agricola e alla nascita dei Kulachi, contadini benestanti che danno lavoro ad altri.
La lotta di potere tra Stalin e Trotskij
Con la morte di Lenin, nel Partito Comunista emergono due figure di spicco: Stalin e Trotskij. Stalin, che diventa capo del partito nel 1927, crede che la Rivoluzione debba rimanere confinata in Russia e promuove l’industrializzazione del paese. Trotskij, al contrario, sostiene l’idea di una Rivoluzione perpetua e crede che la Rivoluzione dovrebbe essere esportata.
Le riforme di Stalin e il terrore
Stalin vince la lotta di potere e avvia una serie di riforme radicali, tra cui la collettivizzazione delle terre e l'industrializzazione forzata. A partire dal 1928, avvia i Piani Quinquennali, un sistema di pianificazione economica centralizzata in cui il governo decide cosa e come produrre.
La collettivizzazione obbliga i contadini a cedere le terre allo Stato, ma questa politica provoca una diminuzione della produzione agricola. In risposta, Stalin inizia la deportazione e l’eliminazione di intere famiglie di Kulachi, costringendole a lavorare nei Gulag. Questi duri provvedimenti permettono alla Russia di diventare una potenza industriale in tempi rapidi.
Il regime di Stalin si caratterizza per un sistema totalitario, basato sul culto del capo, la dittatura politica e il terrore. Tra il 1936 e il 1938, i processi politici e le operazioni repressive condotte dalla polizia segreta NKVD portano all'eliminazione di migliaia di oppositori, tra cui militari, partito e cittadini comuni.
Domande da interrogazione
- Quali erano le condizioni politiche ed economiche della Russia nel 1905?
- Cosa accadde durante la rivoluzione di febbraio 1917?
- Qual è il ruolo del governo provvisorio e del Soviet tra febbraio e ottobre 1917?
- Quali furono le principali misure adottate da Lenin dopo la Rivoluzione bolscevica?
- Come si sviluppò la lotta di potere tra Stalin e Trotskij?
Nel 1905, la Russia era caratterizzata da un arretramento economico e da un potere assoluto esercitato dallo Zar. L'economia era prevalentemente agricola e l'industrializzazione era limitata, portando a un primo tentativo di rivoluzione da parte della popolazione.
A febbraio 1917, scoppiarono ribellioni a Pietrogrado e in altre città, con il popolo che chiuse le fabbriche e l'esercito che appoggiò gli insorti, costringendo lo Zar ad abdicare e segnando la fine del regime zarista.
Tra febbraio e ottobre 1917, la Russia era governata da un governo provvisorio, esclusi i Bolscevichi, mentre a Pietrogrado si formò il Soviet, un consiglio di contadini e operai che cercava di gestire autonomamente le fabbriche.
Dopo la Rivoluzione bolscevica, Lenin firmò il trattato di Brest-Litovsk per ritirarsi dalla Prima Guerra Mondiale e promosse la redistribuzione delle terre ai contadini, avviando anche il Comunismo di guerra per affrontare la crisi economica.
Dopo la morte di Lenin, Stalin e Trotskij emersero come leader del Partito Comunista, con Stalin che promuoveva l'industrializzazione in Russia e Trotskij sostenendo una Rivoluzione perpetua, portando a una lotta di potere che culminò con la vittoria di Stalin.