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Prime esplorazioni portoghesi nel XV secolo


Nel quindicesimo secolo era già noto con certezza che la terra fosse sferica. Già in epoca classica lo aveva affermato e studiato il matematico Eratostene che aveva calcolato anche le dimensioni della terra sbagliando di poco. Tuttavia era ancora scarsa la conoscenza diretta dei territori fuori dall’Europa: si sapeva che esistevano regni nell’ Estremo oriente, in Cina, Giappone e India ma se ne avevano informazioni vaghe e si pensava che lo Stretto di Gibilterra fosse l’estremo confine del mondo e che oltre quel punto c’era un enorme abisso. Inoltre si pensava anche che al di sotto dell’equatore il calore del sole facesse bollire l’acqua del mare rendendo impossibile la navigazione.
L’avvenimento che diede impulso ad iniziare nuove esplorazione fu la conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi: la via della seta era diventata impraticabile perché era sotto il loro controllo e quindi bisognava trovare una nuova via commerciale per arrivare in oriente. I portoghesi svilupparono l’idea di raggiungere le Indie circumnavigando l’Africa.
Contribuì allo sviluppo di nuove esplorazioni anche un rinnovato spirito di avventura tipico della nuova mentalità umanistica.
Il Portogallo dunque inaugurò la grande stagione delle scoperte grazie anche all’invenzione della caravella e al perfezionamento della bussola. Il principe Enrico, figlio del re Giovanni I, finanziò e organizzò numerosi viaggi di scoperta essendo anche un grande appassionato di navi e venne soprannominato il navigatore. Grazie a lui nel 1434 venne raggiunto Capo Bojador, in Africa: lo stretto di Gibilterra era dunque stato superato e tutti avevano potuto vedere che il mondo non finiva lì e non c’era nessun abisso.
Dopo la morte di Enrico il Navigatore le esplorazioni proseguirono: nel 1475 venne raggiunto e superato l’Equatore e nel 1486 Bartolomeo Diaz doppiò il Capo di Buona Speranza all’estremo sud dell’Africa.
A questo punto la Spagna iniziò a intravedere delle possibilità di guadagno e finanziò l’impresa di Cristoforo Colombo, tuttavia fu il Portoghese Vasco de Gama che dopo Cristoforo Colombo riuscì ad aprire la rotta marittima verso le Indie. Il Portogallo era così riuscito a trovare il modo per commerciare con l’oriente aggirando la via della seta.
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