Repubblica Romana – Nobilitas e Popolo


Con la parificazione interna, a Roma non si ebbero più patrizi al potere e plebei esclusi dal potere.
Si formarono nuove categorie sociali: da una parte fu la nobilitas (cioè le più ricche ed influenti famiglie patrizie e plebee), dall’altra il popolo (piccoli e medi commercianti, operai, artigiani, popolino, «liberti»).
Il potere si concentrò nelle mani della «nobilitas» la quale forniva senatori, consoli, censori, tribuni.
Non vi furono più questioni sulla spartizione di «ager publicus», anche perché venne modificato il sistema di assegnazione: di un territorio conquistato lo stato vendeva la parte migliore a chi la pagava meglio e solo la parte rimanente si trasformava in «ager publicus».
Naturalmente le famiglie più ricche ed influenti compravano queste terre: nacque così la grande proprietà privata agricola e cominciarono a crearsi i latifondi, enormi proprietà terriere di migliaia di ettari, nelle quali lavoravano legioni di schiavi.
Questa nuova situazione stimolò la politica di conquista, in quanto la raggiunta parità permise di concentrare energie e mezzi per la guerra; inoltre l’estensione dei latifondi, lo sviluppo dei traffici e della produzione, la necessità di grandi opere pubbliche (strade, ponti, acquedotti) richiedevano ancora migliaia e migliaia di schiavi.

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