Repubblica Romana - La difesa di Roma e Venezia


La Repubblica Romana venne attaccata non dalle truppe austriache, ma da quelle francesi. Il presidente della repubblica francese, Luigi Napoleone Bonaparte, per non perdere l’appoggio politico dei cattolici francesi (i quali volevano che il papa tornasse a Roma), mandò un corpo di spedizione guidato dal generale Oudinot per liquidare la resistenza dei patrioti a Roma. La resistenza diretta da Giuseppe Garibaldi fu accanitissima ed eroica, ma alla fine venne domata. Garibaldi, braccato dagli Austriaci, fuggi verso Venezia che ancora resisteva. Durante la drammatica fuga, Garibaldi dovè abbandonare la salma della sua fedele compagna Anita uccisa dalle fatiche e dalla febbre.
Garibaldi riuscì poi ad imbarcarsi clandestinamente per l’America. Venezia resistette eroicamente, provata dalle cannonate austriache, dalla mancanza di viveri, dalla diffusione del colera; infine dovette arrendersi. I capi dell’insurrezione, Manin e Tommaseo, si rifugiarono in esilio.
L’insuccesso della prima guerra per l’indipendenza provocò tristi conseguenze in Italia.
Migliaia di esuli furono costretti a lasciare le regioni della penisola dove i sovrani legittimi, tornati, si erano abbandonati alle più crudeli rappresaglie, centinaia di patrioti vennero incarcerati, torturati, giustiziati.
La regione d'Italia che meno subì le conseguenze dell'insuccesso dal punto di vista politico fu il Piemonte, che conservava la Costituzione di Carlo Alberto, lo « Statuto », come si diceva, che divenne poi la legge fondamentale del regno d'Italia.

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