Repubblica Romana - Guerra contro Taranto


L’espansione romana nell’Italia meridionale in seguito alla vittoria contro i Sanniti, preoccupò molte città della Magna Graecia, tra le quali la città di Taranto. I Tarantini decisero di assoldare (come in genere facevano tutte le «poleis» greche in Italia) dei mercenari per difendersi dai tentativi di conquista dei Romani e si affidarono a Pirro, un geniale avventuriero quarantenne, parente di Alessandro Magno; Pirro si era costituito un proprio regno in Epiro (odierna Albania).
Pirro venne in Italia con 20.000 fanti, 2000 arcieri, 3000 cavalieri, 20 elefanti da battaglia.
Il primo scontro si ebbe ad Eraclea, dove i Romani si batterono bene, ma l'astuzia di Pirro insieme all'apparizione dei mai veduti elefanti da battaglia riuscirono a metterli in rotta. Pirro tuttavia perse circa 4000 uomini.
In un'altra battaglia, ad Ascoli di Puglia, Pirro vinse ancora, ma perse altri 5000 dei suoi uomini e restò ferito.
Il terzo scontro avvenne invece presso la città di Maleventum, in territorio campano; stavolta i Romani vinsero, prendendo 1000 prigionieri e 4 elefanti, li nome della città venne mutato in quello di Beneventum.
Pirro se no tornò In Epiro e morì, tre anni dopo, in Grecia, nel corso di una rissa; I Romani Incorporarono tutta l'Italia meridionale.

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