Repubblica Romana - Diritto Romano ed esercito


Per il buon funzionamento di uno Stato così vasto e complesso, era necessario che vi fossero leggi adeguate. Le rozze norme delle XII tavole Romane non potevano essere più sufficienti.
Nacquero così nuove leggi, apparvero avvocati, giuristi: tutto ciò dette vita al diritto romano, cioè a quella straordinaria raccolta di leggi civili e penali che è ancora oggi alla base della legislazione moderna nelle nazioni civili.
Anche l’esercito venne migliorato. Vennero introdotte nuove armi, tra le quali il pilum, un micidiale giavellotto usato dai Sanniti, e si perfezionò lo schieramento, che venne strutturato a scacchiera. L’esercito venne portato a quattro legioni, comandate da due consoli e da sei tribuni militari, coadiuvati da legati.
L'esercito venne anche dotato di macchine belliche: arieti per sfondare porte, torri mobili con ponti per gli assedi, catapulte per scagliare proiettili a tiro teso, come i moderni cannoni, baliste per il tiro curvo, come i moderni mortai. Si creò anche una specie di corpo del genio, con reparti di pontieri e specialisti vari.
Nell'esercito romano esistevano premi e punizioni. I premi consistevano in promozioni, aumenti di stipendio, aumenti sul bottino conquistato (peculium castrense), doni, decorazioni (corone e bracciali) Le punizioni partivano dalla privazione dello stipendio e andavano alla fustigazione, alla degradazione, alla morte. Se il colpevole era un intero reparto si provvedeva alla decimazione, alla vicesimazione, alla centesimazione: si estraeva cioè a caso un soldato ogni 10, o ogni 20, o ogni 100, e lo si giustiziava.

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