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Dopo tutte le pratiche messe in atto da parte del partito nazionale fascista, nel 1925, anche se ne erano già stati dati segni nel 1923, nacque la dittatura fascista. Tra queste pratiche messe in atto, la più importante è stata sicuramente l'uso della propaganda. Attraverso manifesti, cartelloni, le radio, ma anche il cinema il partito fascista creò un'esaltazione collettiva, parlando del partito fascista come l'unico capace di salvare il Paese, come quello che li portò fuori dalla crisi. La propaganda poi non finì qui, perché anche nelle scuole venivano insegnati gli argomenti con un'esposizione totalmente dalla parte del partito fascista e del duce Mussolini.
Oggi si ha la fortuna di avere dei libri di scuola quasi sempre neutrali, che raccontano i fatti come stanno, senza dare un orientamento o un parere di parte. Un esempio di questo fenomeno è il libro "Fascista del Balilla" che dice appunto che il governo secondo il partito fascista ha un unico partito, che lo stato e le persone normali sono dominatori dei partiti e non viceversa, che ci sono il gran consiglio dei ministri e il grande consiglio del fascismo in modo tale da oscurare i pensieri altrui, usando la scusa che altrimenti non si riuscirebbe a concludere nulla perché ognuno avrebbe avuto un idea diversa, queste cose totalmente di parte hanno così chiuso la porta alla democrazia.

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