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I PRIMI DECENNI DELL'ITALIA UNITA


L'Italia nell'età della Destra
Dopo la nascita del Regno d'Italia,occorreva rafforzare la sua fragile unità,creare un unico mercato,costruire vie di comunicazione,formare un esercito nazionale. Fu la Destra,erede della politica liberale di Cavour,ad affrontare questi problemi. Gran parte degli ordinamenti in vigore nel Regno di Sardegna fu estesa al resto del Paese.
Venne adottata una politica fiscale molto severa, di cui fu un esempio la tassa sul macinato.
Nel Mezzogiorno divampò il brigantaggio,alimentato da cause politiche e sociali;il governo lo stroncò nel 1865 facendo intervenire l'esercito.
Un'altro grave problema fu l'ostilità della Chiesa contro lo Stato italiano,che aveva sottratto al papa o suoi possedimenti. Nel 1874 Pio 9°chiese ai cattolici di non prendere parte alla vita politica del Regno. Nel 1876 il governo passò alla Sinistra che comprendeva democratici,ex mazziniani ed ex garibaldini.
L'Italia nell'età della Sinistra
Le principali riforme introdotte dalla Sinistra furono la legge Coppino sull'istruzione elementare(1877),l'abolizione della tassa sul macinato (1880), e la legge elettorale (1882).In quegli anni si diffuse la pratica politica del trasformismo,che venne aspramente criticata. Fu inaugurata una politica protezionista per difendere dalla concorrenza straniera i primi stabilimenti industriali nati nel Nord,ma essa danneggiò le esportazioni agricole del Mezzogiorno.
Nel 1892 nacque il Partito socialista italiano.
Nel 1891 papa Leone 13°emanò l'enciclica Rerum Novarum che si occupava dei problemi dei lavoratori .
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