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Prima guerra mondiale


Dal 28 luglio 1914 all’11 novembre 1918 il mondo intero fu letteralmente sconvolto in proporzioni fino allora ancora sconosciute. Sono molte le ragioni per cui la Prima Guerra Mondiale, o “GRANDE GUERRA” si differenziò da tutte quelle che la precedettero. Per la prima volta furono coinvolte in un conflitto nato nel cuore dell'Europa anche le potenze extra-europee, come Giappone e Stati Uniti. Inoltre la Prima Guerra Mondiale fu caratterizzata dall'utilizzo di nuove armi: gli aerei, inventati pochi decenni prima, i carri armati e sottomarini. Fu introdotto anche l’utilizzo delle più devastanti armi chimiche. Ma il motivo principale che differenziò la Prima Guerra Mondiale da tutti gli altri conflitti furono gli effetti: si trattò proprio di una guerra “TOTALE”.
Le CAUSE REMOTE sono molte.
Contrasto franco-germanico, per la sconfitta francese di Sedan e la cessione dell’Alsazia e della Lorena alla Germania da parte della Francia.
Contrasto anglo-germanico, perché la corsa all’imperialismo e al colonialismo da parte della Germania mise in serio pericolo l’impero coloniale inglese e la sua supremazia sul mare.
I fermenti nazionalistici nell’Impero austro-ungarico, che cercavano l’indipendenza o il distacco dall’Impero austriaco. Per questo motivo, l’opinione pubblica italiana era contraria al patto della TRIPLICE ALLEANZA, che ci legava alla Germania e all’Austria, mentre era favorevole all’avvicinamento alle potenze dell’INTESA, cioè Francia e Inghilterra.
L’aggressiva politica della Russia che nei Balcani si opponeva all’Austria, la quale a sua volta cercava di rinforzare il suo dominio proprio in quella penisola.
La corsa agli armamenti da parte di tutti gli Stati su pressione dei grandi industriali, che si arricchivano con la vendita delle armi.
Infine, il nazionalismo e l’imperialismo, soprattutto di Guglielmo II di Germania, e il Futurismo italiano, movimento, artistico e letterario che aveva nell’esaltazione della guerra il suo punto di forza.
La CAUSA PROSSIMA della guerra fu l’assassinio dell’erede al trono austriaco, l’arciduca Francesco Ferdinando, ad opera di un terrorista serbo il 28 giugno 1914. L’Austria inviò alla Serbia un “ULTIMATUM”, con il quale il governo austriaco le chiedeva di partecipare alla estirpazione del TERRORISMO con proprie truppe. La Serbia non accettò e SI SCATENO’ LA GUERRA.
Gli schieramenti in campo
Gli Stati si schierarono nei due campi opposti:
da una parte: Austria e Germania(IMPERI CENTRALI), poi Bulgaria e Impero turco;
dall’altra: Francia, Inghilterra e Russia(TRIPLICE INTESA) al fianco della Serbia, Giappone, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Cina, prima neutrale e poi costretta a collaborare;
L’ITALIA, invece, SI DICHIARO’ NEUTRALE, perché la Triplice Alleanza, a cui era legata, era DIFENSIVA E NON OFFENSIVA(cioè obbligava l’Italia ad intervenire in guerra a fianco della Germania e dell’Austria solo se fossero state attaccate, mentre in questo caso era l’Austria ad attaccare la Serbia).

I TRE PERIODI DELLA GUERRA

Gli avvenimenti della Prima guerra mondiale si possono dividere in tre periodi:
il primo periodo, dal 1941 alla metà del 1915;
il secondo periodo, 2dalla metà del 1915 ai primi mesi del 1917;
il terzo periodo, da aprile 1917 alla fine del 1918.
Primo Periodo
Il primo periodo comprende episodi bellici:
Sul fronte occidentale, la Germania con carri armati e cannoni attaccò con una manovra-lampo la Francia, attraverso il territorio neutrale del Belgio, ma l’esercito tedesco fu fermato dai francesi sul fiume Marna. LA GUERRA-LAMPO O DI MOVIMENTO cioè la guerra vittoriosa e veloce che sarebbe dovuta durare poche settimane, si trasformò in GUERRA DI POSIZIONE, cioè di trincea, dove milioni di soldati erano costretti a vivere in spazi stretti e con il pericolo dei lanci di gas asfissianti.
Sul fronte orientale, si registrò una prima penetrazione dei russi nella Prussia. Intanto la Galizia fu prima conquistata dai russi, poi fu ripresa da austriaci e tedeschi.
La guerra si combatté anche nei cieli e sul mare.
L’Italia, fino al 22 maggio 1915, restò neutrale, cioè non entrò in guerra. Ma era una neutralità apparente perché con il patto di Londra si era impegnata ad entrare in guerra entro maggio a fianco dell’Intesa.
Secondo periodo
Il secondo periodo comprende avvenimenti bellici:
Sul fronte italiano, i nostri furono sempre sotto l’attacco degli austriaci. Essi lanciarono contro le nostre truppe una SPEDIZIONE PUNITIVA(cioè di “PUNIRCI” di avere sciolto la Triplice Alleanza e di essere passati dalla parte dell’Intesa). Ma i nostri condussero una controffensiva che ci fece conquistare Gorizia, anche se a prezzo di molte vite umane.
Sul fronte occidentale continuarono le guerre di trincea con le battaglie di Ypres, di Verdum e della Somme.
Sul fronte orientale si registrarono una controffensiva austro-tedesca, una controffensiva russa e, infine, una nuova controffensiva austro-tedesca che ottenne successi in Galizia e Bucovina. Intanto la Romania dichiarò guerra all’Austria, ma venne sconfitta a Putna e la capitale Bucarest venne occupata.
La Germania lanciava sui mari una guerra sottomarina indiscriminata contro tutti i mercantili diretti verso porti nemici. Lo scopo era di contrastare gli arrivi dei rifornimenti americani alle forze dell’Intesa e isolare con un blocco l’Inghilterra. Durante questa guerra sottomarina fu affondato prima il mercantile “VIGILANTIA” e poi altre otto navi americane in poche settimane.
Le conseguenza della guerra sulla popolazione civile
In Italia e fuori d’Italia la guerra faceva sentire le sue tragiche conseguenze sulla popolazione:
I soldati in guerra dovevano affrontare una vita durissima, lontano dalle famiglie e dal lavoro dei campi, spesso male armati e equipaggiati; se disertavano, venivano fucilati.
Interi paesi restavano privi di uomini adulti, essendo abitati ormai solo da bambini, donne e vecchi
Gli alimenti scarseggiavano, mentre i prezzi delle marci erano sempre più alti.
Il terzo periodo
Il terzo periodo fu caratterizzato da due grandi avvenimenti:
a) l’entrata in guerra degli Stati Uniti b) la Rivoluzione Russa
L’entrata in guerra degli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti, governati dal presidente Wilson, avevano dichiarato nel 1914 la loro neutralità. Una neutralità, però, solo apparente, perché in realtà essi rifornivano le potenze dell’Intesa di armi, infatti, per impedire che questi aiuti arrivassero a destinazione, i tedeschi avevano dichiarato nel 1917 la “GUERRA DEI SOMMERGIBILI”. Il presidente Wilson dichiarò guerra agli imperi centrali(Germania e Austria). Alcuni storici, però, hanno accertato che la vera causa, che costrinse gli Stati Uniti ad intervenire, fu di NATURA ECONOMICA cioè la volontà di conquista dei mercati europei da parte dell’economia americana. Dal punto di vista bellico le conseguenze dell’entrata degli Stati Uniti furono limitate, perché i primi contingenti americani sbarcarono in Francia nel luglio 1918, quando già gli Imperi centrali erano in piena crisi. Invece, dal punto di vista degli aiuti e dei mezzi affluiti ai Paesi dell’Intesa, l’apporto degli Stati Uniti fu determinante per l’esito della guerra, perché permise loro non solo di resistere, ma anche di riprendersi dalla fame.
Le ripercussioni della Rivoluzione russa sulla guerra.
L’altro avvenimento decisivo per la soluzione della guerra fu la “RIVOLUZIONE RUSSA”. Essa iniziò nel febbraio 1917, con i “TUMULTI DI PIETROGRADO” che costrinsero lo Zar Nicola II a cedere i suoi poteri ad un governo provvisorio. Ma la Rivoluzione incise in primo luogo nei comunisti che negoziarono una pace separata con gli Imperi centrali e permisero l’utilizzo di forze impegnate sul fronte russo.
Gli ultimi episodi della guerra
Dopo la Rivoluzione russa e il ritiro della guerra degli eserciti russi ,Tedeschi e Austriaci attaccarono sul fronte occidentale e sul fronte italiano.
Sul fronte italiano, gli Austriaci sfondarono la resistenza italiana sul fiume Isonzo.
Fortunatamente la linea del Piave e del Monte Grappa riuscì a resistere e a non indietreggiare ulteriormente. Si formò un governo di Unione Nazionale, sotto la presidenza di Vittorio Emanuele Orlando. Avveniva così il cosiddetto “MIRACOLO DEL PIAVE”, dove l’avanzata degli Austriaci fu fermata.
Nell’ottobre del 1918 lo stato maggiore tedesco consigliò il governo presieduto da Max von Bolden, di intavolare trattative di pace con gli Americani, ma il presidente Wilson non accettò. Intanto le truppe alleate avevano liberato gran parte del Belgio e si preparavano a invadere il territorio tedesco.
CRISI DEL BLOCCO DEGLI IMPERI CENTRALI E LA FINE DELLA GUERRA
Gli storici sostengono però che la guerra finì per l’ESAURIMENTO, il DISFACIMENTO e la CRISI del blocco degli Imperi centrali. Infatti nel 1918 una crisi interna colpì sia l’Impero germanico che l’Impero austriaco.
La crisi germanica fu dovuta al fatto che i socialisti non solo cessarono di sostenere la partecipazione alla guerra ma una parte di essi costituì il movimento degli SPARTACHISTI, con lo scopo di instaurare una repubblica di tipo bolscevico.
La crisi austriaca, invece, fu dovuta alla rivolta di tutte le nazionalità che la componevano, che chiedevano ormai la PIENA INDIPENDENZA.
Il 4 novembre sia i Tedeschi che gli Austriaci firmavano con l’Italia a Villa Giusti l’ARMISTIZIO.
L’11 novembre 1918 il nuovo governo germanico chiese alle forze dell’Intesa la fine delle ostilità. LA GUERRA SI ERA CONCLUSA.
La Conferenza di Parigi: i trattati di pace
Nel gennaio 1919 si radunarono a Parigi tutti i plenipotenziari degli Stati vittoriosi per discutere i criteri generali della pace. In questa riunione furono tenuti presenti gli obbiettivi della potenze dell’Intesa: DOMINARE IN EUROPA E RIDURRE ALL’IMPOTENZA LA GERMANIA.

GLI INSODDISFATTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

Dopo la conclusione della Prima guerra mondiale molti furono delusi e scontenti.
Delusi e scontenti furono innanzitutto i nazionalisti irredentisti perché sostenevano che l’Italia non aveva ricavato i vantaggi aspettati. Infatti alla CONFERENZA DI PARIGI fu stabilito che all’Italia fossero assegnate la Dalmazia e alcune isole del Dodecaneso, mentre Fiume, che era nostra di diritto, fu assegnata alla Jugoslavia. Per questo il poeta GABRIELE D’ANNUNZIO, con un gruppo di ex soldati occupò la città, governandola per 15 mesi con una DITTATURA PERSONALE. D’Annunzio resistette e fu necessario l’impiego dell’esercito per stanarlo nel Natale del 1920, NATALE DI SANGUE.
Insoddisfatti erano i reduci della guerra, contadini ed operai, ai quali non erano stati dati né terre né i posti di lavoro promessi.
Allo sbando era tutta la popolazione, a causa della crisi agricola, del debito enorme dello Stato, della svalutazione e di una febbre epidemica, la “SPAGNOLA”.
Insomma, gli storici affermano che la Prima guerra mondiale era stata una RIVOLUZIONE, una GUERRA DI MASSA, che aveva mutato i rapporti tra gli uomini.
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