Moti del 1831 e l'opera di Mazzini

Dopo i primi tentativi di insurrezione, altri ne vennero fatti nel 1831, poco dopo la rivoluzione scoppiata in Francia contro Carlo X.
L insurrezione fu tentata a Modena da Ciro Menotti, un Industriale «carbonaro», ma non riuscì, a causa di un tradimento, Menotti fu impiccato.
Come si vede, tutti i tentativi insurrezionali carbonari fallirono e ciò dimostra che la liberazione e l'unificazione d’Italia non potevano ottenersi con sporadiche e isolate iniziative di pochi, ma dovevano essere il risultato di un lungo e paziente processo storico, accuratamente preparato, e basato sul concetto che solo l’opera di una forte e organizzata borghesia liberale, unita ad una monarchia nazionale, avrebbe potuto condurre al successo.
Tutto ciò venne compreso dagli Italiani soltanto alcuni decenni più tardi.
Un notevole contributo alla lotta per la liberazione italiana venne dato da Giuseppe Mazzini.
Giuseppe Mazzini era nato a Genova nel 1805, dal medico Giacomo e da Maria Drago; laureatosi in legge, aveva cominciato col collaborare a vari giornali liberali. Si era poi iscritto alla «Carboneria». Nel 1830 venne arrestato e scontò tre mesi di carcere nella fortezza di Savona. Uscito dalla prigione, preferì lasciare l’Italia e si trasferì in esilio in Francia, dove creò una nuova organizzazione, la «Giovine Italia», con una rivista che recava lo stesso nome.
Nel 1831, essendo salito al trono di Sardegna Carlo Alberto, Mazzini gli indirizzò una famosa lettera, invitandolo a divenire il capo della rivoluzione italiana.
Intanto organizzava dei moti insurrezionali, i quali fallirono tutti: in uno perse la vita Jacopo Ruffini, scrittore e patriota, uccisosi in carcere per tema di rivelare, sotto la tortura, nomi di amici e compagni; in un altro venne condannato a morte un giovane patriota, Giuseppe Garibaldi, salvatosi poi con la fuga.
I moti mazziniani fallirono perchè erano sostanzialmente organizzati e condotti secondo i sistemi e le caratteristiche dei moti carbonari: erano occasionali, organizzati frettolosamente, senza legami con il popolo.
II contributo di Mazzini al Risorgimento italiano non sta nella organizzazione dei moti insurrezionali, ma sta nell'opera di chiarificazione di alcuni concetti politici fondamentali e nella capacità di presentare agli Italiani delle prospettive storiche ampie.

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