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I personaggi del Risorgimento


La carboneria


Durante il periodo napoleonico, fu introdotta in italia dal generale Pierre-Joseph Briot (1771-1827).
Essa aveva una struttura molto rigida e un’organizzazione gerarchica sul modello della Massoneria.
La carboneria si ispira ai “charbonniers” (un’associazione artigiano) ed ai modelli politici:
-monarchia costituzionale
-repubblica
Lo scopo comune si può riassumere nell’espressione: libertà e costituzione, essa la sostenevano perché “la Natura, quando creò l’uomo lo fece libero” e da questo diritto potevano ricavare l'indipendenza dallo straniero.
Aderirono:
-gli esponenti dell’alta e piccola borghesia
-gli ex ufficiali napoleonici
-gli aristocratici di idee di liberalismo

Il gergo dei carbonari

Vendita e baracca
-luoghi segreti delle riunioni, così chiamati per fingere la vendita o il deposito del carbone
Buoni cugini
-appellativo con cui si chiamavano fra loro i carbonari
Scacciare i lupi della foresta
-scacciare i stranieri dall’Italia
Gran maestro
-capo di un gruppo (10/20 membri) o di una vendita
Vendita suprema
-unione dei gran maestri

Ciro Menotti(1820-1821)

Ciro era un commerciante modenese legato alle idee liberali e alla carboneria e in contatto alle principali 7 rivoluzionarie italiane e francesi.
Ciro Menotti è a capo della cospirazione carbonara, da Modena si estese al vicino Ducato di Parma e allo Stato Pontificio, però l’iniziativa era incerta, perché i congiurati non erano convinti della lealtà di Francesco IV, che a sua volta non si fidava dei carbonari.
Nel timore che la rivoluzione lo danneggiasse nei rapporti con le potenze straniere, il principe si sottrasse l’impegno di arrestare Ciro Menotti.

Giuseppe Mazzini(1805-1872)

Fu uno dei maggiori protagonisti del risorgimento italiano.
Già affiliato alla carboneria, egli fu tra i primi ad accorgersi che la società segrete erano incapaci di coinvolgere nell’azione patriottica ( Che è in rapporto con l'amor di patria, che esprime o esalta il patriottismo: canti, inni p.; un discorso p.; festa, manifestazione, dimostrazione p.; spirito p.; dare prova dei proprî sentimenti) le classi popolari.
La partecipazione popolare era il suo parere per ottenere l'indipendenza, che è necessaria a garantire un carattere e un esito (un’azione) democratico.
Mazzini indicò nella Repubblica l’unica forma di governo in grado di garantire lo sviluppo democratico di una Nazione.
Nacque a Genova nel 1805. Nel 1830 venne incarcerato perchè iscritto alla Carboneria.
Nel 1831 fondò la Giovine Italia e mandata in esilio in Svizzera nel 1834.
In Svizzera fondò la Giovine Europa per rimuovere la fratellanza fra i popoli nel rispetto delle singole identità, anticipando l’idea di comune identità europea.
Nel 1837 fu espulso dalla Svizzera, si rifugiò a Londra.
tornò in Italia nel 1848, nel periodo dei moti della Prima Guerra d'indipendenza, e fu nominato alla Repubblica romana. Nel 1870 tentò di organizzare un'insurrezione (Moto collettivo, violento e deciso, di ribellione) anti-monarchica in Sicilia.
Visse a Pisa sotto l’identità falsa di dottor Brown. Morì nel 1872.

Cesare Balbo (1789-1853) e Massimo D'Azeglio (1798-1866)


Cesare nato il 21 novembre del 1789 a Torino.
Massimo nato il 24 ottobre del 1798 a Torino.
Cesare era un politico e scrittore italiano e presidente del consiglio del Regno di Sardegna.
Massimo era scrittore, pittore, patriota e uomo politico italiano.
Essi respingevano l’idea mazziniana di una rivoluzione popolare, democratica, repubblicana, e ritengono impraticabile l’ipotesi dell’unificazione politica della penisola in un unico stato.
Le loro idee erano un’Italia liberata dal dominio straniero, unita in una confederazione di stati governata da casa Savoia, con un ordinamento monarchico costituzionale di tipo inglese. In seguito al moto liberale del 1821,- al quale peraltro non partecipa Cesare, viene esiliato, ed è allora che si concentra sugli studi storici e filosofici e scrive le sue prime grandi opere, come “Le speranze d’Italia”. Dopo la concessione dello statuto albertino, viene affidato a Balbo l’incarico di dirigere nel 1848 il primo gabinetto costituzionale del Regno sabaudo.

Vincenzo Gioberti (1801-1852)


Vincenzo nato il 5 aprile a Torino.
è stato un presbitero, patriota e filosofo italiano e il primo Presidente della Camera dei deputati del Regno di Sardegna, esponente di primo piano del Risorgimento italiano.
Iscritto alla Giovine Italia, Gioberti si convinse che i programmi mazziniani spaventavano, con la prospettiva di una sollevazione popolare necessariamente violenta, la media borghesia, il clero e anche i esponenti più “aperti” della nobiltà.
Bisognava, invece, puntare sul coinvolgimento di tutto il popolo intorno all’ideale nazionale.
Contrario al progetto mazziniano di rivoluzione popolare, Gioberti proponeva ai regnanti italiani di unirsi, pur mantenendo ognuno la propria autonomia, e di costruire una confederazione di stati presieduta dal Papa.
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