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MONARCHIE FEUDALI E LOTTA PER LE INVESTITURE

La crisi dell’Impero carolingio favorisce le invasione dei Normanni, degli Ungari e degli Arabi a partire dal IX secolo.
L’incapacità da parte dei sovrani carolingi di respingere tali invasioni porta i signori feudali a proteggersi da soli, edificando castelli e armando i cavalieri. Viene così a crearsi il regno feudale.
Dopo la deposizione di Carlo il Grosso (887), l’ultimo sovrano che riunifica l’Impero di Carlo Magno, si ha una forte anarchia dove emergono alcuni regni feudali: il regno di Francia, il regno di Germania, il regno d’Italia, il regno d’Inghilterra. Queste sono le dinastie che si affermano in questi regni:
1) In Francia regna Ugo Capeto (987) che da’ vita alla dinastia dei Capetingi;
2) In Italia settentrionale detiene il potere Berengario I;
3) In Inghilterra, dopo una lunga dominazione danese, arriva Guglielmo il Conquistatore nel 1066 che consolida il suo regno;

4) In Germania vi è il duca di Sassonia Ottone I che conquista il Regno d’Italia (951), stronca le continue invasioni da parte degli Ungari (955)e crea il Sacro Romano Impero Germanico(962). Ottone I affida l’amministrazione dei feudi all’ordine ecclesiastico per bilanciare il potere della feudalità, in quel momento in mano a gente laica.
Egli emana il Principio Othonis che stabilisce che l'elezione del pontefice deve essere prima approvata dall'imperatore.
La corruzione diffusa in ambito ecclesiastico e la sottomissione alle autorità imperiali generano un rinnovamento all'interno della Chiesa. Il centro operativo di questo rinnovamento è a Cluny, in Borgogna (monastero benedettino fondato nel 915).
la Chiesa inizia a distaccarsi dal potere imperiale e ciò diventa ancora più evidente con papa Niccolò II che nel SINODO LATERANENSE (1059) dichiara che il papa deve essere eletto solo da un collegio di cardinali romani e i vescovi direttamente dal papa e tutti sono tenuti al celibato. Il Papa Gregorio VII, nel DICTATUS PAPAE del 1075 afferma la superiorità della figura del papa su quella dell’imperatore. Il papa Gregorio poi si scontra anche contro l’imperatore (questo periodo di scontri viene definito dagli storici anche come lotta per le investiture).
La lotta per le investiture ha fine nel 1122 con il Concordato di Worms che rafforza il prestigio della Chiesa e la sua indipendenza, in particolare in Italia e in Borgogna.
Negli stessi anni in cui la lotta per le investiture contrappone l’impero di Germania (di cui facevano parte alcuni territori dell’Italia settentrionale) al papato (i cui domini si estendono nell’Italia centrale) si affermano i Normanni.
Questi all’inizio giungono come soldati mercenari al servizio dei duchi longobardi in lotta contro i Bizantini, per poi ottenere alcune contee come compenso. I Normanni poi vengono assoldati dal Papa Niccolò II bisognoso di alleati per fronteggiare l’imperatore. Successivamente costituiscono con Ruggero II un gran regno che comprende tutta l’Italia meridionale e la Sicilia (1136). La presenza dei Normanni in Puglia e Sicilia (che comprendeva anche la Campania, la Lucania e la Calabria) consentì a popolazioni di varie etnie di entrare in contatto tra loro, così da avere una grande rinascita artistica (Cattedrali erette a Monreale e a Cefalù ) e scientifica (come la Scuola Medica Salernitana).

LA CRISI DEL 1300 E L’AFFERMAZIONE DELLE MONARCHIE NAZIONALI

Nel Basso Medioevo, specificamente nel XIV, abbiamo la creazione di Stati tuttora esistenti (Norvegia, Spagna, Francia). Gli Stati nazionali si creano per la convergenza di interessi del sovrano (che vuole avere per sè tutto il potere) e della borghesia che vuole:
1) creare un grande mercato nazionale al posto dell’economia curtense;
2) Realizzare grandi vie di comunicazione in modo da favorire il commercio;
3) Sicurezza nei trasporti, poiché persino i nobili di provincia attaccano i carri dei mercanti;
4) La cessazione delle tasse imposte dai feudatari.


STATI NAZIONALI
Strutture politico-amministrative (funzionari regi, assemblee rappresentative, esercito permanente). La loro estensione territoriale tende a coincidere con quella dei territori abitati da popolazioni che hanno:
- stessa lingua;
- Stessa Religione;
- Stessi usi e costumi;
- Tradizioni comuni.

MONARCHIE FEUDALI

Esse sono caratterizzate da: rapporti di vassallagio, territori legati al patrimonio del monarca.


L'ETA' DI INNOCENZO III E DI FEDERICO II

Innocenzo III nei suoi diciotto anni di pontificato accresce il prestigio del papato grazie anche ala netta opposizione contro il Barbarossa. Innocenzo III approfitta della tenera età di Federico II, già re di Sicilia e pretendente alla corona imperiale, per far eleggere nel regno di Germania, Ottone di Brunswick, acerrimo oppositore dello stesso Federico II, sperando che Ottone tenga separato il regno di Sicilia da quello germanico. Ottone però rivendica l’Italia meridionale e Innocenzo cambia idea, contrapponendogli lo stesso Federico II.
Sostenuto dal re di Francia, Filippo Augusto affronta e sconfigge Ottone che è alleato del re d’Inghilterra Giovanni d’Inghilterra nella battaglia di Bouvines nel 1214.
Ma Innocenzo animò anche la lotta tra musulmani e cristiani, favorendo i veneziani che dirottano la IV Crociata a Bisanzio nel 1204 per costituire l'Impero Latino d'Oriente. Il papa divenuto il più potente d’Europa, avendo i più potenti sovrani europei al suo servizio (il nuovo imperatore latino, il re d'Aragona, il re portoghese, quello bulgaro, quello serbo e quello inglese).
Un potere immenso, che però attira a sé invidie e critiche da chi non riconosce la Chiesa come prima potenza militare, politica ed economica. Vi è chi, ritiene che la Chiesa dovesse essere più umile e seguire la povertà evangelica, nascono movimenti ereticali come i Valdesi e i Catari, che contestano apertamente la chiesa, gli Ordini domenicani e francescani che volevano rinnovare la Chiesa e la spiritualità interna ad essa.
La risposta della Chiesa è immediata e spietata: contro i Catari si tiene una sanguinosa Crociata nel 1208, nella regione viene ripristinato il potere da parte della Francia che istituisce il Tribunale dell'Inquisizione.

Quando Innocenzo III muore nel 1216, Federico ha già sottomesso i feudatari tedeschi, torna in Italia e fissa la capitale a Palermo, si occupa di cacciare gli arabi e i feudatari normanni, reprime le ribellioni, porta avanti la Dieta di Capua nel 1196-1197. La sua idea di Stato solido lo porta a limitare il potere sociale, militare e l’amministrazione dei vecchi feudi. Infine il sovrano realizza il suo vecchio piano, ovvero quello di conquistare l’Italia settentrionale,
Ma la resistenza del papato è forte, Federico muore nel 1250 a Fossalta, mentre arma il suo esercito contro l’Italia settentrionale. Morto Federico gli successe nel regno di Sicilia il figlio Manfredi. Però il papa Clemente IV non lo riconosce, invitando Carlo d’Angiò a conquistare il regno di Sicilia. Manfredi viene sconfitto a Benevento nel 1266 e neanche l’aiuto del giovane Corradino di Svevia gli fornisce il sostegno di cui ha bisogno. Tradito, egli viene consegnato a Carlo d’Angiò che assente alla sua decapitazione nel 1268.

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