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Guelfi e ghibellini
Nel 1125 in Germania, alla morte di Enrico V, si scatenò una lotta per la successione al trono imperiale. Ci furono due schieramenti: i guelfi sostenitori dei duchi di Baviera e i ghibellini sostenitori della casa di Svevia.
La pace avvenne quando il potere si depositò in mano a Federico I, detto il Barbarossa. Però, nel frattempo, la debolezza dell'autorità imperiale in Italia aveva favorito il rafforzamento della monarchia normanna e soprattutto l'autonomia dei Comuni italiani che riconoscevano solo il potere dell'imperatore e usurpavano i diritti dei sovrani. Federico Barbarossa si impegnò subito a riportare sotto la sua autorità l'area italiana, i Comuni del Nord e la monarchia normanna. Ci fu un intervento dal papa che voleva arrestare l'espansione di Milano.
Federico I in Italia
Federico, il Barbarossa, scese nella Penisola e si fece incoronare re d'Italia. La prima discesa in Italia si risolse in un fallimento, infatti i rapporti col papato si guastarono: Adriano IV si avvicinò ai Normanni riconoscendo i loro diritti. Alla sua morte, i cardinali elessero Alessandro III che non venne riconosciuto dall'imperatore, che anzi gli oppose un antipapa.
La Lega Lombarda e l'alleanza con il papa
Nel 1158 Federico scese di nuovo in Italia accompagnato da un esercito, dove stabilì che in ogni città si insediasse un governatore imperiale proibendo qualsiasi altra forma di governo. Milano si ribellò e per punizione fu rasa al suolo. Ci fu una Lega Lombarda in cui il papa Alessandro III giurò di combattere contro l'imperatore. Vinse come si prospettava Federico Barbarossa.
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