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l 1923 a Monaco di Baviera, Adolf Hitler, un pittore mancato che decise di dedicarsi alla politica e che poi diventò il capo indiscusso del partito nazionalsocialista decise e organizzò insieme a dei suoi collaboratori di tentare un colpo di Stato per dar fine alla Repubblica e instaurare il nazismo.
Poi però egli venne scoperto dalla polizia tedesca e giustamente incarcerato. Durante la sua lunga e dura convivenza in carcere Adolf Hitler scrisse un libro che intitolò Mein Kampf dove inserì i progetti del partito nazionalsocialista e quello che voleva attuare. In Mein Kampf Hitler descrive il mondo come un luogo comune in cui però bisogna lottare per la sopravvivenza in cui si manifesta la prevalenza dei più forti sui più deboli senza alcuna tolleranza. Questa è una vera e propria manifestazione di razzismo. Hitler definiva il popolo tedesco, chiamandolo "Razza ariana" come unico puro e scelto da Dio per comandare il mondo, anche se c'erano alcuni Paesi come i loro alleati (tra cui l'Italia) che potevano essere accettati. Hitler scrisse anche che la Germania doveva essere guidata dal Führer, il capo indiscusso per il quale bisognava avere fede, rispetto e obbedienza. Definiva gli ebrei come popolo che causava i mali di tutta la società e come coloro che nella prima guerra mondiale hanno tramato contro il popolo tedesco.

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