peppegb di peppegb
Ominide 26 punti

Mazzini, Gioberti, Cavour

Periodizzazione

1815: finisce l’età napoleonica. Nel congresso di Vienna si riunirono le quattro potenze che distrussero Napoleone e decidono di restaurare l’Ancien Règime e di ridisegnare i confini degli stati in modo da impedire loro di nuocere sulla stabilità dell’Europa. Comincia l’età della restaurazione.
1848: rivoluzioni europee e fine della Restaurazione.
1861: Regno d’Italia
1870: Roma entra a far parte del Regno d’Italia.
1896: Si conclude il primo ciclo dei governi del Regno d’Italia; prima della destra storica, poi della sinistra storica.

Giuseppe Mazzini

Giuseppe Mazzini, nato a Genova, fu il primo a capire che le rivoluzioni avevano successo solo quando l’avanguardia rivoluzionaria riusciva a coinvolgere l’intera popolazione in armi e che la Carboneria aveva sbagliato perché non aveva fatto nessuna opera di propaganda presso il popolo. Nel 1831 egli fondò la Giovane Italia, che proponeva metodi di lotta e obbiettivi del tutto nuovi:

• Per necessità, era anch’essa un’associazione clandestina;
• Chi gli aderiva era obbligato a diventare rivoluzionario di professione:
• Prima di organizzare una rivolta bisognava compiere un azione di propaganda tra il popolo;
• I ceti popolari dovevano essere indotti alla rivoluzione da una motivazione più forte di quella, tipicamente borghese, della richiesta di una Costituzione, tale motivazione veniva riassunta in uno slogan: “una nazione di liberi e di uguali”, che voleva dire non più una monarchia ma una repubblica governata da un governo eletto dal popolo grazie al suffragio universale; la nazione doveva cercare l’unità cacciando via gli stranieri.
• Dal popolo rivoluzionario erano esclusi i contadini che secondo Mazzini erano inaffidabili. Mazzini fu per molti anni il capo indiscusso dei democratici, cioè dello schieramento che agiva attraverso la rivoluzione, cercava l’appoggio delle masse popolari, era nemico della monarchia e voleva uno stato unitario repubblicano.
Alla Giovane Italia aderirono borghesi, militari e per la prima volta gruppi di operai. Nel 1834 scoppiò una rivolta a Genova, ma fu un fallimento dove molti congiurati furono arrestati tra questi anche Garibaldi, che riuscì però a scappare in Sudamerica. Altri moti fallirono come quello in Romagna e persino nella spedizione dei fratelli Bandiera in Calabria.
L’insuccesso delle insurrezioni con il loro strascico di vittime causo la perdita di fiducia verso le idee Mazziniane. Rifugiatosi in Svizzera fondò la Giovane Europa e rappresentò il primo tentativo di dar vita ad un’organizzazione democratica europea.

Gioberti e Cattaneo

Tra le idee unitarie più diffuse ci furono le idee federaliste di un prete in esilio, Vincenzo Gioberti, e di un democratico milanese, Carlo Cattaneo. Entrambi volevano un’Italia Nazione, ma non sotto un unico governo bensì formata da stati autonomi, pronti a collaborare nelle emergenze. Vincenzo Gioberti voleva degli stati monarchici sotto il governo del Papa, mentre Carlo Cattaneo desiderava degli stati repubblicani e governati da un Parlamento.

Cavour

In Piemonte però la borghesia iniziava ad apprezzare gli articoli di Camillo Benso, conte di Cavour. Camillo Benso era molto attento anche ai problemi dell’economia sosteneva uno stato unitario, cioè senza autonomia delle regioni e con un governo centralizzato. Il motivo diceva che per superare la forte arretratezza dell’Italia servisse:

• Le tasse della penisola fossero utilizzate per favorire lo sviluppo delle industrie
• Che la penisola fosse dotata di un sistema ferroviario nazionale.
• Il commercio poteva avvalersi di un sistema unico di valute.
Lo stato unitario doveva essere retto da una monarchia costituzionale rappresentata da casa Savoia. Nel 1847 Cavour fondò un quotidiano e lo chiamò “Il Risorgimento”. Da quel momento la parola Risorgimento indicò la vicenda attraverso la quale l’Italia divenne uno stato nazionale unitario.

Hai bisogno di aiuto in Storia per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email