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La marcia su Roma

Il partito fascista era sempre più appoggiato e sostenuto, anche se poi si scoprì che tante elezioni furono state truccate. Ad esempio coloro che si capiva che non avevano un orientamento politico rivolto al fascismo venivano intimiditi e minacciati, in modo tale da raccogliere più voti per il partito nazionale fascista. Altre volte invece venivano modificate le scritte, infatti, sono state trovate più schede elettorali con una firma della stessa calligrafia.
Gli unici che venivano lasciati votare liberalmente erano quelli che si credevano fossero dalla parte del fascismo. Il fascismo col passare dei giorni nel 1922 preparò un'insurrezione su Roma che prese il nome poi di Marcia su Roma. Si puntava alla presa del potere, si voleva far decadere il governo di Giolitti, che ormai si era già scavato la fossa da solo, con le sue indecisioni, il re anche lui indeciso, non fece niente per fermare l'avanzata dei fascisti, si domandò se mobilitare l'esercito o proclamare lo stato d'assedio, in tal caso le forze alleate sarebbero giunte in soccorso. Il re non reagì, si arrivò così al famosissimo 28 ottobre 1922, in cui occupano i punti strategici di Roma,

Il re Vittorio Emanuele III "chiuse la pagina" del governo precedente, nominando Benito Mussolini (il duce) Presidente del Consiglio.

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