Video appunto: Riforma Protestante e Riforma Cattolica

La corte papale continua la ricerca di denaro



La chiesa tra il 400 e 500 visse una profonda crisi. Molti sacerdoti sembravano di aver dimenticato di vivere secondo lo spirito del Vangelo. I cardinali si comportavano come qualsiasi altro principe rinascimentale, favorendo parenti e amici e acquistando cariche religiose con il denaro.
Per sostenere le spese della corte papale, la chiesa aveva bisogno di grandi somme di denaro, per raccoglierlo fu resa obbligatorio il versamento della decima (tributo equivalente alla decima parte dei prodotti della terra). Anticamente questo denaro era destinato alla parrocchia, al clero e ai poveri. Ora, anche ai vescovi che la mandavano a Roma. Inoltre, i vescovi dovevano versare cospicue somme di denaro

La vendita delle indulgenze



Per sostenere i costi necessari a terminare la costruzione Della basilica di San Pietro a Roma , nel 1517 Papa leone X aveva decretato Una speciale forma di indulgenza per coloro che avessero contribuito con le loro donazioni. Più la pratica del l'indulgenza divenne un vero e proprio mercato. Monaci e sacerdoti offrivano indulgenze in cambio di elemosine , trasformandolo in un autentico commercio del perdono divino. Molte voci di protesta e di condanna si levarono all'interno della chiesa , tra queste anche quelle di personaggi come frate domenicano Girolamo Savonarola e Erasmo da Rotterdam

La riforma protestante



Martin Lutero



Tra coloro che si ribellarono vi fu Martin Lutero, un monaco agostiniano, che esplose difronte a un fatto clamoroso. Quando papa leone concesse al principe Alberto di Hohenzoren di diventare arcivescovo di Magonza; in cambio una somma di denaro che il papa gli avrebbe permise di pagare attraverso una campagna di vendita delle indulgenze. L’aspetto economico fu reso evidente che a prestare il denaro al principe fu la banca della famiglia fugger, la quale si incarico anche alla vendita delle indulgenze.

La nuova dottrina religiosa



Lutero elaborò una nuova dottrina religiosa basata sulla lettura di Paolo, secondo lui il cristiano verrebbe perdonato solo attraverso della fede in cristo. La giustificazione per la fede è il punto fondamentale della riforma (“noi avremo fede in dio saremo resi giusti grazie alla sua misericordia”) che nega l’opera di mediazione della chiesa, per questo il cristiano instaura un contratto diretto con dio, senza la mediazione della chiesa; e riconosce il battesimo e l’eucarestia

Le 95 Tesi di Lutero



Il 31 ottobre 1517 Lutero reagì affiggendo sulla porta del castello un testo contenente 95 tesi, nella quali esprimeva la sua posizione nei confronti della vendita delle indulgenze

Lutero viene scomunicato e bandito dall’Impero



Per 3 anni papa leone cerco di convincere Lutero ad abbandonare le sue posizioni . di fronte al rifiuto 1520 venne scomunicato. Carlo V invitò a ritrarre le idee nella dieta di Worms convocata nel 1521. Il monaco si oppose e riaffermo le proprie convinzioni. Lutero quel punto fu bandito dell’impero, e costretto a viver in clandestinità

Il successo di Lutero in Germania



In terra Lutero trovo molti sostenitori, la sua predicazione interpretava il malcontento contro il papa. Al successo contribuì il fatto che Lutero scrivesse in lingua tedesca. La traduzione della bibbia in tedesco svolse un ruolo decisivo nell’affermazione del tedesco come lingua nazionale. Inoltre, l’invenzione della stampa a caratteri mobili per Lutero ebbe un’importanza fondamentale negli anni della riforma. Questo contribuì a dare alla riforma il sostegno popolare

L’appoggio dei prìncipi tedeschi



La riforma luterana ebbe rilievo anche sul piano politico. I tedeschi avrebbero usato la stessa riforma per affermare la loro autonomia rispetto all’imperatore. Il significato di riforma si affermò quando i principi luterani confiscarono i beni ecclesiastici. Carlo V durante la dieta di spira impose di restituire alla chiesa le proprietà ma i principi si opposero. Inoltre, i sostenitori di Lutero furono chiamati protestanti

La rivolta dei contadini



In Germania anche i contadini erano convinti che la riforma fosse in grado di realizzare le loro aspirazioni di giustizia e uguaglianza, incoraggiati da predicatori luterani. Nel 1525 i contadini tedeschi organizzarono una rivolta invadendo le terre dei nobili, ma Lutero non li appoggiò perché avrebbe rischiato di perdere la protezione dei principi.
La Germania si divide fra Stati Cattolici e stati Protestanti
La tensione tra principi e l’imperatore sfociò in una guerra che duro per anni, che si interruppe nel 1555 con la pace di augusta, nella quale Carlo V riconobbe la libertà religiosa dei principi. Un principio stabilito da questa pace prevedeva che ogni suddito tedesco dovesse seguire la religione del proprio sovrano. Chi non intendeva seguire ciò aveva il diritto di andare in un altro territorio. Dopo la pace di augusta la Germania si trovò suddivisa in stati cattolici e protestanti

Il successo della riforma in Europa



La riforma si diffuse in Svezia, Danimarca eccetera. In Europa orientale restarono fedeli al cattolicesimo la Polonia e l'Ungheria. In altre regioni il protestantesimo ebbe successo grazie all'opera di alcuni importanti predicatori come per esempio a Zurigo Huldrych Zwingli. A Ginevra invece il francese Giovanni Calvino elaborò una forma particolare di protestantesimo, fondato della predestinazione; affermava che l’uomo è predestinato da Dio alla salvezza o alla dannazione; questa dottrina attribuiva grande importanza al lavoro e al successo economico. Essa riscosse favore tra borghesia e si diffuse in svizzera, Ungheria, in Francia, nei Paesi Bassi, in Polonia, in Scozia e nelle colonne inglesi d’America

Il conflitto tra Enrico VIII e la Chiesa di Roma



In Inghilterra la riforma fu dettata da motivazioni di carattere politico. I monarchi inglesi, non nascondevano la loro insofferenza nei confronti della Chiesa di Roma. L'occasione per l'inasprimento dello scontro si presentò durante il regno di Enrico VIII quando il re chiese al pontefice l'annullamento del suo matrimonio. Papa Clemente VII, che non voleva inimicarsi l’imperatore Carlo V, opposte a Enrico VIII un rifiuto.

Enrico VIII fonda una nuova Chiesa



Nel 1534, Enrico VIII fece approvare dal parlamento l’ano di Supremazia, con il quale affermava la piena autonomia di Roma da parte della chiesa inglese, da quel momento fu posta definitivamente alle dirette dipendenze del sovrano con il nome di Chiesa anglicana. Enrico VII abolì l'uso del latino nella liturgia, introdusse la Bibbia in lingua inglese e reagì con violenza contro chi osava opporsi.

La chiesa d’Inghilterra aderisce alla Riforma



Durante il regno di Enrico VII l'anglicanesimo non si differenziò molto da cattolicesimo riguardo la dottrina. Sotto il regno di Edoardo VI la Chiesa anglicana si avvicina a concezioni protestanti grazie all'opera di un vescovo ovvero Thomas Cranmer. A lui si deve l'elaborazione di un libro contenente le indicazioni tuttora alla base del liturgia anglicana ovvero il “book of Common prayer”. Tuttavia alla morte di Edoardo VI salì al trono la sorella maggiore Maria Tudor rimasta fedele al cattolicesimo. Maria tentò di riportare l'Inghilterra l'obbedienza nei confronti del Papa e diede inizio a una violenta persecuzione nei confronti degli anglicani tanto da guadagnarsi l'appellativo di sanguinaria. Morte di Maria nel 1558, salì al trono Elisabetta I che ristabilì il protestantesimo nella Chiesa anglicana. La regina fece approvare l'atto di uniformità con il quale intendeva ricreare l'unità religiosa dell'Inghilterra, consolidando nello stesso tempo la propria posizione di capo della Chiesa anglicana. L'operazione ottenne il consenso dei nobili della borghesia ma anche del popolo che trovò la nuova religione motivo di orgoglio nazionale.

la riforma cattolica



Controriforma e Riforma cattolica



Gli storici hanno usato due espressioni per descrivere la reazione della Chiesa di fronte alla riforma protestante
– con “Controriforma” si indica l’insieme delle decisioni con cui Roma tentò di frenare il successo della Riforma protestante
– con “Riforma cattolica” si indica il processo che la Chiesa mise in atto per rinnovarsi e riorganizzarsi al proprio interno.
Oggi gli storici, per indicare questo sforzo di rinnovamento, tendono a privilegiare l’uso dell’espressione “Riforma cattolica”.

Il concilio di Trento



Tanti tentativi di riconciliazione iniziato soprattutto la parte dell'imperatore Carlo V per salvare l'unità e cristianesimo in Europa, fu presto chiaro a tutti che la posizione della chiesa cattolica e di quella protestante erano troppo lontane. Quindi in molti si convinsero che la convocazione di un concilio fosse una possibilità di riconciliazione. Dopo anni di dubbi e incertezze, nel 1542 il Papa Paolo III convocò ufficialmente il concilio, che però si riunì solo tre anni più tardi nel 1545 a Trento più volte sospeso a causa dei dissidi tra il Papa l'imperatore il re. Esso si concluse nel 1563. Il concilio di Trento dimostrò il proprio orientamento anti-protestante tanto che i rappresentanti luterani abbandonarono presto i lavori. Anche la parte cattolica furono pochi a partecipare; lo stesso Papa non intervenne mai. 
Il concilio fra riaffermazione e bisogno di riforma.
Anche con tutti questi limiti il concilio di Trento rappresentò un momento cruciale nella storia della Chiesa. 
La sua azione si sviluppò su due piani principali quello di una corretta interpretazione della dottrina cattolica e quello della disciplina religiosa e pastorale. Sul piano della dottrina, la Chiesa riaffermò alcuni fondamentali princìpi del Cattolicesimo:
-la libertà dell’uomo riguardo alle scelte che decide di compiere;
– l’importanza delle opere buone, che, insieme alla fede, sono indispensabili per la salvezza;
– il ruolo insostituibile della Chiesa come dispensatrice dei sacramenti e custode della vera interpretazione delle Sacre Scritture.
Contenuti della fede cattolica furono raccolti nel primo catechismo pubblicato nel 1568, il credo, che talora fuori citato nella celebrazione di ogni messa
Sul piano disciplinare e pastorale vennero stabilite nuove norme:
• l’obbligo per sacerdoti e vescovi di risiedere nelle parrocchie e nelle diocesi loro assegnate;
• il dovere per i vescovi di compiere visite pastorali per controllare quanto accadeva nelle parrocchie;
• la riaffermazione del valore del celibato per sacerdoti e religiosi;
• l’istituzione dei seminari, luoghi nei quali i futuri sacerdoti avrebbero dovuto ricevere un’adeguata formazione culturale e spirituale;
l’impegno all’istruzione religiosa dei fedeli.

L’opera riformatrice di Carlo Borromeo



La Riforma cattolica ebbe successo grazie soprattutto ad alcune grandi personalità e all’azione riformatrice dei nuovi ordini religiosi che accompagnarono la Chiesa nel rinnovamento.
Fra i protagonisti di maggiore spicco del movimento di rinnovamento della Chiesa va ricordato Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano. Egli riorganizzò radicalmente la vita del clero e le comunità delle diocesi lombarde, offrendo a tutti i vescovi un modello concreto di come realizzare le indicazioni del Concilio di Trento.

I nuovi ordini religiosi



Forma cattolica ebbe successo grazie all'azione di nuovi ordini religiosi. Tra questi la congregazione di Ghedini, fondata nel 1524 da Gaetano da Thiene e Giampiero Carafa si pose come obiettivo quello di riformare i sacerdoti istruiti e sollecitare nella cura delle anime. I padri Somaschi nelle compagnie dei servi dei poveri fondata nel 1532 si prodigarono nell'impegno sociale mentre la congregazione dei Barnabiti si occupò di riformare i monasteri. Altri ordini religiosi si dedicarono all'assistenza dei poveri e ai malati come l'ordine dei Fatebenefratelli. In questo modo la Chiesa operava mettendo in atto un vero e proprio programma sociale che si andato a compensare per secoli l'assenza di provvedimenti essenziali per i poveri.

La compagnia di Gesù



Grandissima importanza di movimento di riforma cattolica ebbe la compagnia di Gesù, i cui membri presero il nome di gesuiti. Fondata da Ignazio di Loyola nel 1534 e approvato dal Papa nel 1540, la compagnia si impose il compito di diffondere la fede cattolica, di combattere con ogni mezzo la riforma Luterana e di difendere la Chiesa, l'altro fronte dell'impegno dei gesuiti fu quello missionario.

Nasce la Congregazione del Sant’Uffizio



Il consiglio di Trento la Chiesa si impegnò a fondo per garantire un'interpretazione più chiara possibile della dottrina cattolica. Questo serviva non solo per bloccare i credenti ma anche per difendere la fede. L'opera di salvaguardia della fede cattolica era già iniziata nel momento in cui è stata decisa la convocazione del concilio pepe nel 1542 lo stesso anno in cui Paolo III decise di riunire l'assemblea dei vescovi; fu fondata a Roma la congregazione del Santo Uffizio con lo scopo di difendere il cattolicesimo contro i protestanti.

La repressione del dissenso e delle eresie



La congregazione si occupava anche di pubblicare periodicamente un elenco di libri di contenuto eretico O considerati offensivi nei confronti della Chiesa. Era l'indice dei libri proibiti, che conteneva opere senti che sia recenti sconsigliati ai fedeli perché ritenute pericolose per la fede. Nel 1542 il Papa riorganizzò il tribunale dell’inquisizione; la vittima italiana più illustre dell'inquisizione fu il filosofo giordano Bruno condannato per eresia.