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Italia - Dalla Riunificazione alla nascita della Costituzione Italiana


Il Regno d’Italia nasce nel 1861. La questione meridionale tiene banco nei primi anni della riunificazione d’Italia, legata in modo particolare al brigantaggio, che non erano altro che rivolte dei cittadini del Meridione. L’inizio del regno vede l’Italia impegnata anche in una serie di guerre riguardo la propria espansione coloniale in Somalia e in Eritrea.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale l’Italia ha inizialmente una posizione di neutralità, ma resta alleata dell'Austria e della Germania (Triplice Alleanza), ma scende in campo il 23 maggio 1915 in seguito alla firma del Patto di Londra, che vedeva l'Italia non più alleata con Germania e Austria e in cambio avrebbe ricevuto nuove terre. Dopo i primi due anni di guerra di trincea, l’Italia subisce nella battaglia di Caporetto un attacco dalle forze austro-tedesche, la cui avanzata viene fermata sul Piave. A partire da questo fiume, l’esercito italiano riesce a tirare fuori una controffensiva nel giugno 1918, fino alla vera vittoria ottenuta il 4 novembre. Alla fine della Grande Guerra, l’Italia completa la sua riunificazione acquisendo il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l’Istria ed alcuni territori del Friuli. La guerra però porta numerosissimi morti e inoltre all'Italia non vengono riconosciuti i diritti territoriali sulla Dalmazia acquisiti in base al Patto di Londra.
Il 23 marzo 1919 Benito Mussolini fonda a Milano il Partito Fascista che si autodefinisce partito dell’ordine e che riesce a guadagnarsi la fiducia dei ceti più potenti. Alle elezioni del 6 aprile 1924, il partito di Mussolini ottiene il 65% dei voti ma subito arrivano numerose critiche riguardo la regolarità delle elezioni (come, ad esempio, da parte di Giacomo Matteotti, rapito e ucciso qualche giorno dopo). Successivamente, dopo un discorso in Parlamento, Mussolini si dichiara dittatore.
Il 22 maggio 1939 viene firmato il Patto d’Acciaio tra Germania e Italia e il 10 giugno 1940 l’Italia entra nella Seconda guerra mondiale contro Francia e Regno Unito. Molte difficoltà militari però colpiranno Mussolini e infatti il 24 luglio 1943, dopo una riunione del Gran Consiglio del Fascismo il duce viene sfiduciato. Vittorio Emanuele III decide quindi di sostituirlo a capo del governo con Pietro Badoglio e Mussolini viene arrestato. Nell’aprile del 1945 le forze nazi-fasciste vengono sconfitte.
Alla fine di questa guerra l’Italia era in condizioni critiche: i combattimenti ed i bombardamenti aerei avevano raso al suolo molte città e paesi e le principali vie di comunicazione sono interrotte.
Il 2 giugno 1946 un referendum istituzionale sancisce la fine della monarchia e la nascita della Repubblica Italiana e fu la prima volta in Italia dove anche la donne ebbero diritto al voto. La nuova Costituzione repubblicana entrò in vigore il 1 gennaio 1948.
Il 1968 vide l’Italia trasformarsi radicalmente sul piano sociale, dopo le condizioni di vita migliorare dovute al ''boom economico'' e l'inizio di movimenti radicali, soprattutto comunisti, che portarono cambiamenti alla mentalità generale e in particolare alla scuola italiana.
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