Indoeuropei


Qualche millennio prima di Cristo, un’ondata massiccia di popoli nuovi, forse provenienti da quelle regioni che noi oggi chiamiamo Afghanistan, Uzbekistan, Turkestan, si riversò verso l’Occidente.
Si trattava di uomini alti, di pelle chiara, coi capelli biondi, gli occhi azzurri.
In genere definiamo questi uomini col nome di Indoeuropei in riferimento alle regioni da essi occupate nelle loro migrazioni. Nella loro lingua si chiamavano Aria.
I nuovi venuti erano caratterizzati da un comportamento deciso e violento. Si spostavano in massa usando un animale mai visto in quasi tutti i paesi di antica civiltà e più veloce dei cammelli e degli asini utilizzati in Africa o in Europa: il cavallo. Gli Indoeuropei lo usavano anche come mezzo di guerra, cavalcandolo o aggiogandolo a veloci carri a due ruote raggiate.
Accanto alle tradizionali armi di pietra, rame, bronzo, molti fra loro, inoltre, usavano armi di ferro.
L’ondata indoeuropea si abbatté su tutto il mondo antico e determinò la nascita di nuove civiltà, lo sviluppo dei popoli dai quali noi deriviamo, delle lingue madri di quelle che noi parliamo oggi.
Ciò, tuttavia, avvenne in lunghissimo tempo e non contemporaneamente in ogni luogo. Ad esempio ancora prima dell’ondata massiccia, gruppi di Indoeuropei si erano già avvicinati alle zone di antica civiltà.
I primi Indoeuropei ad affacciarsi nei luoghi delle civiltà antiche furono gli Hurriti che, nel 2400 a.C., costituirono in Mesopotamia uno staterello, lo stato Mitanni.
Gli Hurriti non conoscevano il ferro ma introdussero in Mesopotamia il cavallo e il carro a due ruote raggiate: di ciò fecero poi tesoro gli Assiri.
Nel 1700 a.C. un altro gruppo di Indoeuropei, i Cassiti, si presentò in Mesopotamia, fondendosi poi con i Babilonesi.

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