Impero di Oriente


Dopo la caduta dell’impero Romano d’Occidente, restava in piedi, dell'impero romano, soltanto la parte orientale. È da dire che l’impero di Oriente visse a lungo: praticamente sino al XV secolo. Per quali ragioni? I motivi di questa sopravvivenza sono molteplici:
1. Le province orientali non avevano visto l’espansione del sistema schiavistico romano: in esse si era sempre sviluppato lavoro libero;
2. Erano regioni ricche di risorse naturali;
3. Erano regioni abbastanza omogenee da un punto di vista etnico, sociale, culturale, religioso;
4. Si trovarono ai margini del grande movimento di popolazioni barbariche che, invece, travolse l’Europa;
5. La civiltà delle regioni orientali era prevalentemente commerciale, basata su scambi e traffici, su rapporti tra popoli, i quali erano quindi interessati a farla sopravvivere.
Nell’impero di Oriente, dopo la morte di Arcadio ed il regno di Teodosio II, salì al trono Giustiniano (527-565), il quale fu senza dubbio un uomo politico capace ed abile.
Incoraggiò le attività produttive dell'impero, i traffici, gli scambi, cercò di placare le controversie che ancora travagliavano la Chiesa in Oriente (anzi riuscì a porre la Chiesa sotto il proprio controllo), sviluppò una politica di grandiose opere pubbliche e di azione culturale.
A Giustiniano si deve anche l'iniziativa di raccogliere quanto restava dell'antico diritto romano, nel famoso «Corpus iuris», curato da insigni giuristi, tra i quali Triboniano.
Giustiniano coltivò, inoltre, l'ideale di ricostituire il vecchio impero di Roma, riunificando l'Occidente e l'Oriente. Promosse perciò delle guerre contro i Vandali che avevano occupato l'Africa (dopo essersi insediati per qualche tempo nella Spagna) e contro i Goti che avevano occupato l'Italia Ma queste imprese non riuscirono, anche se l'impero d’Oriente riuscì ad impadronirsi di alcuni territori in Italia.
Giustiniano cercò allora di riunire Oriente ed Occidente con un altro sistema: con la diplomazia, l'influenza artistica e culturale, la propaganda.
Stimolò gli scambi culturali fra Oriente e Occidente, fece diffondere l'arte e la cultura bizantine, cercò di far conoscere e adottare mode, usanze dei Bizantini, affinché in Occidente apparissero degne di ammirazione e rispetto, si prodigò perché Bisanzio divenisse la città più splendida del mondo, gettò fiumi di danaro affinché in Oriente (ed in quella parte d'Italia passata sotto il suo dominio) sorgessero monumenti, chiese, basiliche che testimoniassero della grandezza e della ricchezza del suo impero.
In ciò venne molto stimolato dalla intelligente ed ambiziosa consorte, Teodora, un’ex danzatrice che ebbe certo grande influenza nella corte di Bisanzio.

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