Concetti Chiave
- L'esercito romano, compromesso da corruzione e malcontento, destò preoccupazioni durante la guerra giugurtina con comportamenti indecorosi.
- Il regno di Numidia, governato inizialmente da Massinissa, passò ai suoi eredi Micipsa, Jempsale, Aderbale e infine a Giugurta, il più astuto tra loro.
- Giugurta, abile nella corruzione, riuscì a neutralizzare i rivali e a corrompere senatori romani, ostacolando l'intervento di Roma in Numidia.
- Il partito democratico, insoddisfatto dell'andamento della guerra, scelse Gaio Mario come luogotenente del console Metello per affrontare Giugurta.
- Gaio Mario dimostrò le sue capacità militari, sconfiggendo Giugurta e riportandolo a Roma incatenato, guadagnandosi il trionfo e l'elezione a console.
Corruzione nell'esercito romano
L’esercito romano, nel quale si erano insinuati corruzione e malcontento, cominciò a creare delle preoccupazioni; nella guerra giugurtina, ad esempio, si comportò in maniera indecorosa.
Intrighi nel regno di Numidia
In Africa esisteva il regno di Numidia, al tempo della seconda guerra punica governato da Massinissa, il quale aveva aiutato i Romani. A Massinissa era successo Micipsa, il quale lasciò a sua volta il regno ai suoi due figli, Jempsale e Aderbale ed al nipote Giugurta.
Giugurta e la corruzione romana?
Quest’ultimo, senza dubbio il più abile dei tre, non faticò a liberarsi dei rivali, uno dei quali chiese l’aiuto di Roma. Giugurta, però, con ricchi doni, riuscì a corrompere la maggior parte dei senatori romani, i quali così evitarono ogni intervento in Africa. Dietro la pressione del partito democratico (la Numidia era ricca, poteva essere sfruttata bene con appalti e concessioni) si inviarono in Africa quattro legioni, ma Giugurta corruppe consoli, ufficiali, soldati e si giunse ad un armistizio inconcludente. I democratici protestarono e furono inviate altre legioni, che Giugurta stavolta sconfisse, mettendone i generali sotto il «giogo».
Ascesa di Gaio Mario
A questo punto il partito democratico pretese che la guerra fosse affidata ad un uomo dì sua fiducia, ed impose, come luogotenente del console Metello, Gaio Mario, un ufficiale di professione, nato ad Arpino, da famiglia contadina, ed assai stimato dai democratici. Mario era un uomo energico ed un bravo soldato; in breve tempo sgominò Giugurta e lo portò a Roma incatenato. Ottenne così il trionfo e venne eletto console.
Domande da interrogazione
- Quali erano le conseguenze della corruzione nell'esercito romano durante la guerra giugurtina?
- Come Giugurta riuscì a mantenere il controllo sulla Numidia nonostante l'intervento romano?
- Qual è stato il ruolo di Gaio Mario nella guerra contro Giugurta?
La corruzione e il malcontento nell'esercito romano portarono a comportamenti indecorosi, creando preoccupazioni significative durante la guerra giugurtina.
Giugurta, il più abile tra i pretendenti al trono, corrompette la maggior parte dei senatori romani con ricchi doni, evitando così un intervento decisivo da parte di Roma e riuscendo a sconfiggere le legioni inviate.
Gaio Mario, scelto dal partito democratico come luogotenente del console Metello, si dimostrò un abile comandante, sconfiggendo Giugurta e portandolo a Roma incatenato, ottenendo così il trionfo e l'elezione a console.