L'opera di Gaio Mario


Gaio Mario come console si dedicò soprattutto al rafforzamento dell’esercito. Egli aveva compreso che, essendo la situazione in Italia e a Roma piuttosto instabile, la cosa migliore da fare era quella di crearsi una forza, un esercito bene organizzato e legato non allo Stato, bensì al suo condottiero, all'«Imperàtor». Con un esercito simile si poteva imporre il proprio volere a chiunque e riportare l'ordine necessario allo sviluppo di Roma.
Mario stabilì, innanzi tutto, che nell’esercito Romani e Italici godevano di pari diritti. Poi licenziò chi non intendeva restare sotto le armi, ed accettò solo i volontari, ai quali garantì una paga elevata, con forti percentuali sui bottini di guerra.
Creò così un esercito tutto suo, che addestrò con severità e intelligenza, rafforzando fra l’altro nei soldati l'orgoglio di appartenere alle forze armate. In altri termini Mario dette ai militari spirito di casta.
Il rinnovato esercito mariano superò brillantemente la prova battendo i Cimbri e i Teutoni, popolazioni barbariche che avevano invaso la Gallia e tentavano di penetrare in Italia. Mario divenne l’eroe più popolare di Roma; venne rieletto console per sette anni di seguito e finì per essere il vero capo di Roma, al di sopra dei comizi, del senato, dei magistrati, degli amministratori.
Questa situazione è indicativa. Evidentemente dal vecchio sistema politico (in cui avevano poteri molte persone) si stava per passare ad un sistema centralizzato, nel quale i poteri confluissero in un solo uomo, al vertice delio stato. Mario console praticamente a vita, Mario che comanda al di sopra del senato e delle altre istituzioni, Mario che è l’unico capo dell’esercito è l’anticipazione di quello che sarà, successivamente, l’imperatore romano.

Hai bisogno di aiuto in Storia per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email