Concetti Chiave
- Nel 1861, l'unità d'Italia richiese un'organizzazione statale per affrontare differenze politiche, culturali e linguistiche tra le regioni.
- Oltre il 75% della popolazione era analfabeta e l'economia era prevalentemente agricola, con una Pubblica Amministrazione disomogenea tra le varie regioni.
- Il diritto di voto era ristretto a pochi uomini con reddito o istruzione, mentre il commercio interno era limitato da una rete ferroviaria insufficiente.
- Il Parlamento italiano era dominato dalla Destra, favorevole alla "piemontizzazione", con l'80% dei seggi, mentre la Sinistra rappresentava un 20% più orientato verso l'autonomia regionale.
- Cavour, figura centrale dell'unificazione, morì nel 1861, lasciando un vuoto di leadership tra i politici della Destra.
La sfida dell'unificazione italiana
Raggiunta l'unità e proclamato il Regno d'Italia nel marzo 1861, era necessario costruire e organizzare il nuovo Stato. L'Italia era formata da regioni rimaste per secoli separate politicamente, geograficamente, culturalmente e persino linguisticamente. Diverso era il loro grado di sviluppo.
La situazione economica e sociale
Oltre i tre quarti della popolazione era analfabeta. L'Italiano era parlato correntemente solo da una ristretta minoranza di cittadini, concentrata per lo più in Toscana. Libri e giornali venivano letti da pochi cittadini. Sul piano economico, la situazione complessiva era ancora sostanzialmente preindustriale; l'agricoltura assorbiva il 70% della forza lavoro, con forme organizzative arretrate nel sud, dove prevaleva il latifondo. La Pubblica Amministrazione era organizzata diversamente da Stato e Stato e così pure l'amministrazione della giustizia. Il sistema scolastico era in gran parte privato e gestito d ecclesiastici.
Le sfide politiche e amministrative
Occorreva riordinare le Forze armate in un unico esercito e in un unica marina. Il diritto di voto era concesso solo a un piccolo numero di maschi maggiorenni, aventi un determinato reddito o un minimo grado d'istruzione. Il commercio interno circolava su una rete ferroviaria di appena 1800 km, estesa soprattutto fra Piemonte e Lombardia. La rete stradale corrispondeva in genere all'antico tracciato romano, integrato da qualche opera stradale realizzata fra Settecento e Ottocento nell'area padana e in quella tosco-emiliana. Gli elettori erano per il momento quasi solo nobili proprietari terrieri, imprenditori e liberi professionisti, ufficiali dell'esercito e funzionari della Pubblica Amministrazione. I loro voti confluivano sui deputati di tendenza liberale moderata: la stessa tendenza che era stata di Cavour.
Il panorama politico del nuovo regno
Il raggruppamento politico di questi deputati era chiamato Destra. Questo schieramento era favorevole a una rapida "piemontizzazione" dell'Italia per accelerare il processo di unificazione. Nel primo Parlamento italiano, la Destra ottenne circa l'80% dei seggi; avrebbe governato il Paese fino al 1876. Il restante 20% dei parlamentari era costituito da democratici, mazziniani e repubblicani; questi formavano la Sinistra, favorevole a forme di autonomia amministrativa e a un superamento graduale delle differenze fra regioni oltre che a un allargamento del diritto di voto. Cavour morì nel giugno 1861. Nessuno dei politici della Destra possedeva l'intelligenza politica del grande statista.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali sfide economiche e sociali dell'Italia unita nel 1861?
- Come era organizzato il panorama politico del nuovo Regno d'Italia?
- Quali erano le limitazioni del diritto di voto nel Regno d'Italia?
Nel 1861, oltre il 75% della popolazione italiana era analfabeta e l'italiano era parlato solo da una minoranza. L'economia era prevalentemente preindustriale, con il 70% della forza lavoro impiegata in agricoltura, e il sistema scolastico era in gran parte privato e gestito da ecclesiastici.
Il primo Parlamento italiano era dominato dalla Destra, che rappresentava circa l'80% dei seggi e sosteneva una rapida "piemontizzazione" dell'Italia. La Sinistra, con il restante 20%, era composta da democratici e repubblicani favorevoli a una maggiore autonomia regionale e all'ampliamento del diritto di voto.
Il diritto di voto era concesso solo a un numero ristretto di maschi maggiorenni, che dovevano soddisfare requisiti di reddito o istruzione. Gli elettori erano principalmente nobili, proprietari terrieri, imprenditori e funzionari pubblici, limitando così la partecipazione democratica.