Italia - Prima guerra d'indipendenza

I patrioti italiani rivolsero subito pressanti richieste a Carlo Alberto re di Sardegna perchè assumesse la guida della rivoluzione italiana e dichiarasse la guerra di liberazione contro l’Austria. Dopo varie esitazioni Carlo Alberto concesse la Costituzione ed ebbe così inizio la prima guerra per l’indipendenza nazionale.
La decisione di Carlo Alberto suscitò molto entusiasmo fra i patrioti italiani. Migliaia di volontari accorsero per partecipare alla guerra. Mandarono truppe (costretti dall'opinione pubblica) persino il papa, il re di Napoli, il granduca di Toscana. Il comando di questi volontari fu affidato al Generale Guglielmo Pepe.
Nonostante l'entusiasmo, la guerra si sviluppò negativamente per l'Italia.
La lentezza con la quale i Piemontesi iniziarono le operazioni permise agli Austriaci di Radetsky di abbandonare la Lombardia senza perdere un uomo e di arroccarsi nuovamente nel «Quadrilatero» in attesa di rinforzi. La paura di Carlo Alberto che i patrioti italiani volessero dare una svolta in senso repubblicano all’azione lo spinse a rifiutare l'aiuto che offriva Giuseppe Garibaldi, già distintosi come abile condottiero nelle lotte per l’indipendenza sudamericana.
Intanto l’Austria prendeva le sue misure: comunicava al papa che avrebbe provocato uno scisma, ordinando ai vescovi e cardinali austriaci e tedeschi di non riconoscere più il pontefice, se costui non avesse abbandonato la causa della libertà italiana. Minacciava inoltre il re di Napoli di farlo detronizzare dal popolo se non avesse fatto altrettanto.

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