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Giuseppe Garibaldi


Giuseppe Garibaldi, colpito dalle idee di Mazzini, partecipò nel 1834 al primo tentativo insurrezionale della "Giovane Italia", fallito miseramente. Condannato a morte, fu costretto a emigrare in Sudamerica, dove rivelò le sue eccezionali qualità militari. Così si gettò nelle lotte tra i vari Stati del Sudamerica, schierandosi sempre dalla parte dei più deboli.
In questi anni incontrò anche la donna della sua vita, Anita, che gli diede tre figli.
Per il valore e l'onestà, Garibaldi divenne celebre in Uruguay, e la sua fama giunse anche in Europa.
Alla notizia delle prime rivoluzioni del 1848, non riuscì a restare in America. Così tornò in Italia, offrendo la sua collaborazione prima a Pio IX, e poi a Carlo Alberto.
L'impresa più audace fu la sfortunata difesa della Repubblica romana, per la quale perse la moglie. Per Garibaldi fu un'esperienza molto tragica ma anche importante. Da quel momento si staccò da Mazzini, diventando il protagonista più popolare dell'Unificazione d'Italia.

Fino alla metà dell'800 gran parte della nostra penisola era ancora sotto il dominio austriaco al Nord, e dei Borboni al Sud.
Già nel 1848, durante la "Prima guerra d'indipendenza", Carlo Alberto di Savoia decise di sfruttare gli slanci rivoluzionari avvenuti in alcune città italiane per dichiarare guerra all’Austria. Non raggiunse il suo scopo, ma pose il Piemonte alla testa di un movimento che aveva come obiettivo l’unità e l’indipendenza.
Andò meglio durante la “Seconda guerra d’indipendenza”, nel 1858, quando Cavour, ministro del nuovo re Vittorio Emanuele, strinse un accordo con la Francia di Napoleone III. Questi intervenne a favore dei Piemontesi quando l’Austria attaccò il piccolo regno: alla fine del conflitto il Piemonte ottenne la Lombardia. Molti stati dell’Italia centrale decisero di entrare a far parte del nuovo regno. Il generale Garibaldi, poi, liberò il sud della penisola dai BORBONI.
Nel 1861 venne proclamato il Regno d’Italia. In seguito entrarono a far parte del regno altre regioni: il Veneto nel 1866, alla fine della “Terza guerra d’indipendenza”, e Roma, la futura capitale, in mano ai Francesi e conquistata poi nel 1870.
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