Ebrei – Religione


Il contributo degli Ebrei allo sviluppo della civiltà umana fu soprattutto il concetto religioso, che è alla base di ogni loro ideologia.
Nei tempi in cui gli uomini, anche nei paesi più progrediti, credevano che esistessero Dei a forma di cane, di gatto, di coccodrillo o che gli Dei esigessero sacrifici umani, gli Ebrei concepirono un Dio unico, padrone e signore di tutte le cose, il cui aspetto era impossibile rappresentare da parte dell’uomo, un Dio al quale tutti, così come ne sono derivati, ritorneranno.
Con gli Ebrei si afferma quindi, per la prima volta compiutamente, quel principio monoteistico e spirituale che sarà poi alla base delle religioni più progredite.
Ancora oggi il precetto fondamentale della religione ebraica è rappresentato dalle parole di Mosè: «Shema isroaf Adonai Efoenu Adonai Echod»: «Ascolta, o Israele, il Signore nostro Dio: il Signore è uno solo».
Per gli Ebrei la vita era (ed è) concepita come un dono divino e deve essere vissuta secondo il volere di Dio. Tutto dipende dalla volontà di Dio, che è la Torah (legge suprema) per l’uomo, il cui compito è conoscerla e rispettarla.
Gli Ebrei credevano e credono nell’immortalità dell’anima e nella resurrezione dei corpi dopo la morte. Credono pure che verrà un giorno l’età messianica, cioè quella in cui il Messia porterà sulla terra pace e giustizia.
Per gli Ebrei il giorno di riposo e di santificazione del Signore è il sabato. Di sabato non lavorano, non viaggiano, i più rigorosi di sabato non scrivono, non toccano denaro, non si fanno fotografare, non telefonano neppure. Parte della giornata del Signore la trascorrono (come facevano i loro antichi progenitori) nella sinagoga, la casa di Jahwè.
All’antichissima religione ebraica risalgono anche i riti del Kippur (il Capodanno israelita, che cade in settembre), le feste di Purim, Schuccot, Shabuot, e la proibizione di mangiare carne di maiale e frutti di mare.
La festa più importante per gli Ebrei è la Pasqua. La parola «Pasqua» viene da «pesach» (passaggio) in quanto si celebra, con quella festa, il ritorno degli Ebrei in Palestina, dopo il periodo di servitù in Egitto. La Bibbia ricorda che, quando il Signore decise di punire gli Egiziani per il male fatto agli Ebrei, mandò (tra le altre punizioni) la morte per tutti i primogeniti egiziani, ma gli angeli incaricati di eseguire il terribile ordine «passarono oltre» le case degli Israeliti. Siccome poi gli Ebrei, per fuggire, non ebbero neppure il tempo di cuocere il pane, se lo portarono via nei sacchi non lievitato. Da allora restò l’uso di mangiare il pane azzimo, che vuol dire appunto «non lievitato».

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