Sapiens 7865 punti

I Celti (o Galli)


L' Europa si è formata dall’incontro, e spesso dallo scontro, tra popolazioni locali e nuovi popoli che, probabilmente provenienti dal mar Nero e attraverso successive migrazioni, a parti- re dal III millennio a.C. raggiunsero occidente. Una di queste popolazioni, i Celti (o Galli), dal l’VIII secolo a.C., fu costretta a migrare dalla pressione di altri popoli e, intorno al 400 a.C., giunse nell’Italia settentrionale, scontrandosi con le popolazioni italiche. I contributo dei Celti alla civiltà europea fu molto importante, in quanto essi introdussero e diffusero i del ferro, oltre a quello del cavallo e del carro da battaglia. La prima età del ferro in Europa inizia dunque intorno al VII secolo a.C. con la cosiddetta cultura di Hallstatt (dal nome di un centro dell’odierna Austria), t del quale i Celti parteciparono attivamente. La cultura di Hallstatt (durata all’incirca fino al V secolo a.C.) si affermò a nord delle a Alpi, nei territori che vanno dalla Borgogna all’Ungheria attuali. Era basata sull’agricoltura e sull’allevamento, oltre che su forme di commercio che misero i Celti in contatto con le società mediterranee con le quali scambiavano i loro prodotti (oro, metalli, pellicce, ambra).
Originariamente nomadi, i Celti vissero poi in villaggi fortificati dove praticavano un’agricoltura elementare, pastorizia, caccia e pesca. Erano valenti guerrieri, ma le loro tribù erano spesso in conflitto fra di loro e sparse in un territorio molto ampio; essi non riuscirono mai, quindi, a dar vita a uno Stato forte e unitario. Erano inoltre esperti e abili nella lavorazione dei metalli: fabbricavano armi, strumenti e oggetti
artistici molto raffinati. La società dei Celti era basata su una struttura aristocratica ed era composta da una classe di nobili guerrieri, una classe di sacerdoti (i druidi, esperti in medicina e incaricati di giudicare i delitti più gravi e di presiedere i sacrifici agli dei) e una classe di lavoratori liberi, che comprendeva artigiani, agricoltori e mercanti. Nei villaggi vi erano anche schiavi, catturati in guerra, e braccianti che vivevano quasi in schiavitù, obbligati a prestazioni di lavoro a vantaggio dei guerrieri.
I Celti non conoscevano la scrittura, e l’alfabeto venne introdotto molto tardi, dopo i alla primi rapporti con Roma; le narrazioni storiche, le norme delle leggi e i riti religiosi venivano trasmessi oralmente, di generazione in generazione. Per questo motivo degli antichi Celti, come di quasi tutti i popoli antichi di guerrieri-pastori, possediamo soltanto i prodotti artistici e nessun testo antico. La storia della
loro civiltà, che ha influenzato quasi tutta l’Europa, ci è quindi in buona parte ignota, mentre poesia, prose e racconti vennero raccolti dopo l’occupazione di Roma e la diffusione del cristianesimo.
Hai bisogno di aiuto in Storia per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove