Ebrei prima di Gesù


Per capire bene alcuni momenti del cristianesimo dobbiamo rifarci alla storia del popolo ebreo.
Ricorderete che gli Ebrei furono il primo popolo monoteista della storia. Essi ritenevano di essere stati puniti da Dio per averlo abbandonato, ma ritenevano pure che un giorno Dio li avrebbe perdonati, inviando un Messia che avrebbe abbattuto i loro persecutori e fatto trionfare il regno di Dio.
Dopo la conquista romana della Palestina, tra gli Ebrei nacquero divisioni: i più ricchi, che avevano interesse a collaborare con i Romani per poter continuare a mandare avanti le loro attività, formarono la classe dei Sadducei, i quali sostenevano, fra l’altro, che era possibile, per un popolo monoteista come quello ebraico, collaborare con i Romani, che erano invece politeisti. Al contrario, il popolo, oppresso da Ebrei ricchi e da Romani, odiava sia i tiranni stranieri che i loro amici ebraici. Fra l’altro riteneva che fosse un peccato grave, dal punto di vista religioso, collaborare con dei politeisti. Ciò era anche sostenuto dai Farisei (artigiani, sacerdoti minori, intellettuali ebraici). I Romani comunque non si preoccupavano di queste divisioni tra Ebrei; litigassero pure tra loro, purché pagassero le tasse e non si staccassero da Roma. Ad ogni buon conto Augusto aveva insediato sul trono, in Palestina, un uomo a lui fedele, Erode.
Alla morte di costui era salito al trono il nipote Erode Antipa, sempre con l’appoggio dei Romani. Fu sotto il regno di Erode Antipa che, nell’anno 748 di Roma, a Betlemme (cittadina a nove chilometri da Gerusalemme) nacque Gesù che fu poi detto il Cristo.

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