Diffusione del Cristianesimo nel mondo


Dopo la morte e la resurrezione di Gesù, il messia, il cristianesimo prese a diffondersi con rapidità prodigiosa. Gli apostoli (i dodici «inviati» — questo è il significato della parola in greco — di Cristo) spargevano ovunque la buona novella annunziata da Gesù Cristo. Uomini di eccezionale intelligenza ed energia, come san Paolo, estesero la nuova religione anche fuori della Palestina.
Ben presto il cristianesimo arrivò anche in Italia ed a Roma, dove conquistò larghe adesioni, sia da parte degli umili che degli intellettuali.
In un primo momento le comunità cristiane vissero in disparte, riservate, per evitare ripercussioni da parte dell’impero centrale. I primi cristiani si riunivano in case private per celebrare il battesimo dei nuovi adepti, cantare inni sacri, praticare la cerimonia dello spezzamento del pane, leggere i Vangeli e tutte le cerimonie caratteristiche della nuova religione.
Fra le comunità cristiane sparse nell’impero vi era un collegamento continuo, assicurato dalle visite periodiche degli apostoli e, poi, dei loro successori. Col crescere del numero dei cristiani si ebbe un’organizzazione vera e propria. A capo di tutte le comunità esistenti in una città o in una regione era un episcopus (vescovo), a capo delle singole comunità era un presbìtero (prete), coadiuvato da diaconi.

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