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Crisi economica in Russia e NEP

Nel 1921 Lenin propone una nuova politica economica che va sotto il nome di NEP.
Attraverso questo nuovo piano, viene introdotto il principio della proprietà privata e del profitto. In più nacquero i primi kolchoz, ovvero grandi cooperative agricole: lo Stato dà la terra a titolo gratuito e perpetuo. I prodotti venivano consegnati allo Stato a prezzi fissati da quest’ultimo però.
Ognuno aveva un piccolo appezzamento di terra privato e poteva vendere liberamente i prodotti. A capo di ogni kolchoz c’era un Consiglio dei lavoratori.
Numerosi furono i vantaggi conseguenti alla nascita dei kolchoz:
- il commercio si aprì maggiormente all’iniziativa privata, incoraggiato anche dall’investimento di capitali stranieri.
- La produzione agricola aumenta.
- Nelle campagne va rafforzandosi sempre di più il ceto dei contadini ricchi, i kulaki, contrari al comunismo.

Qualche tempo dopo, Trotzkij, uno dei massimi dirigenti sovietici, iniziò ad incoraggiare la rivoluzione soprattutto poiché voleva diminuire il peso politico dei contadini e di conseguenza aumentare quello del proletariato industriale. Egli cercò inoltre di avanzare questa idea anche in altri Paesi.
Al contrario, Stalin, segretario generale del partito comunista, sosteneva invece la possibilità di costruire il "socialismo in un solo Paese".
Quando nel 1924 Lenin muore, la lotta per la successione è proprio tra queste due forti personalità: Stalin e Trotzkij. Il primo riuscì ad ottenere il potere e di conseguenza il secondo venne assassinato.
Inizia così l’età dei regimi totalitari.

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