Creta - I cataclismi sull'isola


Le città dell’isola non avevano fortificazioni né muraglie. Ciò fa pensare sia che i Cretesi si ritenevano sufficientemente difesi da attacchi stranieri dalla loro insularità, sia che tra loro dovevano andare d’accordo. Non c’erano rivalità economiche e politiche fra le città: questo è dimostrato non solo dall’assenza di muraglie, ma anche dal fatto che tutte le località dell’isola erano collegate tra loro da strade ampie e lastricate, il che permetteva il rapido scambio dei prodotti, aumentando così il benessere comune.
Purtroppo intorno al 1700 a.C. un cataclisma improvviso si abbatté sull’isola felice, seminando distruzione e morte. All’esame archeologico i resti delle costruzioni di quel tempo appaiono arsi, anneriti; forse un terremoto, seguito da terribili incendi, ridusse in macerie i meravigliosi palazzi. Non bisogna dimenticare che Creta fa parte di una importante area vulcanica e sismica.
Dopo il «primo cataclisma», tuttavia, i Cretesi seppero ri¬sorgere dalle rovine e ricostruire i grandi palazzi e le città più belli e vasti di prima. In questa fase della loro storia preferirono concentrare le forze, dandosi un Minosse unico per tutta l’isola.
È questo lo splendido periodo al quale si riferiscono le fonti storiche più antiche, ad esempio gli storici greci Erodoto (il quale scrisse «Minosse tenne il dominio del mare») e Diodoro («Mi¬nosse fu il primo a creare una potenza navale e a diventare padrone del mare»).
In effetti la marina cretese, rafforzatasi dall’unità creatasi in tutta l’isola sotto un solo sovrano, divenne la più importante del Mediterraneo: marinai e mercanti cretesi navigarono dall’Asia minore all’Egitto, dalla Sicilia allo stretto dei Dardanelli, commerciando in ogni genere di mercanzie.
Nel 1400 a.C. la sventura si abbatté dì nuovo, e fulmineamente, sull’isola felice. Nella sala del trono del palazzo di Cnosso stava cominciando una cerimonia: davanti al pericolo improvviso tutti fuggirono, abbandonando gli oggetti che tenevano in mano, e che sono stati da noi ritrovati nei posti in cui caddero, accanto a resti umani, tra le rovine incenerite.
Cosa era avvenuto? Qualche studioso sostiene che s’era ripetuto, in maniera più grave, il terremoto che originò il «primo cataclisma», ma la maggioranza degli storici propende per un altro tipo di sciagura: una terribile, spietata, fulminea invasione straniera.
Gli autori delle devastazioni sarebbero stati gli appartenenti ad una tribù degli Elleni, quella degli Achei.
Questi Achei si stanziarono nell’isola e, sotto il loro ferreo e spietato dominio, la civiltà cretese si spense. Sulle rovine di Cnosso sorse, col tempo, un piccolo villaggio; industrie ed arti, sotto il padrone straniero, si impoverirono e decaddero.
Tuttavia non tutto della civiltà egea si spense: col passare del tempo gli Achei ne restarono influenzati e ne conservarono molti aspetti (divinità, attività sportive, arte di navigare, scrittura).

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