Dal Congresso a Cavour

Le potenze che sconfissero Napoleone (Inghilterra, Austria, Prussia e Russia) vollero dare inizio al Congresso di Vienna (1814/1815). Ad esso vi parteciparono tutti gli stati d'Europa che decisero di seguire due principi:
Legittimità: ogni stato doveva essere restituito al proprio sovrano;
Equilibrio: nessuno Stato doveva rafforzarsi troppo da diventare un pericolo per un altro.
Dopo il congresso, trovammo una nuova Europa:
La Francia tornò ai Borboni;
La Spagna tornò a Ferdinando VII;
Il Regno di Prussia di Federico Guglielmo III acquistò Sassonia e Renania;
L'Olanda acquistò il Belgio dando origine ai Paesi Bassi;
Nacque la Confederazione Germanica formata da 39 stati;
La Russia acquistò Finlandia e Polonia.
L'Italia rimase invece divisa in molti Stati: il Regni di Sardegna, il Lombardo-Veneto, il Granducato di Toscana, lo Stato della Chiesa e i Ducati di Parma, Modena, Lucca e Massa.

Dopo aver stabilito la pace in Europa, su proposta dello zar di Russia Alessandro I, venne stabilita la Santa Alleanza, fondata sul principio di intervento.
Con il Congresso iniziò l'età della Restaurazione che caratterizzò l'Europa fino al 1848.
Per Restaurazione si intende un completo ritorno al passato e si affermarono:
Al posto di libertà, obbedienza all'autorità;
Al posto di idea di progresso, rispetto per la tradizione;
Al posto di sovranità popolare, sovranità assoluta del monarca.
Di pari passo assunse maggior forza l'idea di nazione e il bisogno di rendersi indipendenti dagli stranieri. Questi principi venivano sostenuti da liberali, democratici e patrioti:
i liberali volevano una monarchia costituzionale con il suffragio censitario;
i democratici lottavano per una repubblica con il suffragio universale;
i patrioti rivendicavano l'indipendenza nazionale.

Il Romanticismo è un movimento letterario, artistico e culturale, sorto in e in Inghilterra negli ultimi anni del Settecento e quindi diffusosi in tutta l’Europa nel corso del 19° secolo. E' stato un movimento caratterizzato dal sentimento, dalla fantasia, dalla forza, dalla libertà creatrice e maggiormente da un forte amore verso la patria.
Nell'età della Restaurazione non si poteva però svolgere attività politica alla luce del sole per questo, le forze dell'opposizione furono costrette ad organizzarsi in società segrete. Queste erano associazioni di cui gli obiettivi venivano tenuti segreti. La più importante, affermatasi in Italia, era la Carboneria. Inoltre, negli anni '20 l'Europa fu toccata da un'ondata rivoluzionaria. I principali moti avvennero in Spagna, a Napoli, a Palermo, in Piemonte, nel Regno di Sardegna e in Grecia.

Il ritorno al passato al quale aspiravano i teorici della restaurazione era impossibile, infatti nel 1780, in Inghilterra, inziò la prima rivoluzione industriale. All'origine di questa rivoluzione ci fu un cambiamento radicale con l'invenzione della macchina a vapore a opera di un ingegniere scozzese, James Watt, nel 1769. Questa usava come forza motrice il vapore che veniva prodotto bruciando carbone. A seguito di questa rivoluzione troviamo la rivoluzione agricola e demografica:
Con rivoluzione agricola troviamo l'abolizione degli obblighi dei contadini dei confronti dei nobili, il cambiamento della tecnica di coltura (rotazione quadriennale) e nuovi prodotti da coltivare (mais, patata e barbabietola da zucchero).
Con la rivoluzione demografica invece, troviamo un forte aumento della popolazione che era diminuita precedentemente con le carestie.
Con l'industrializzazione la vita dei proletari (operai) era difficile: erano costretti a lavorare anche 15 ore al giorno negli ambienti malsani e umidi delle industrie.
Inizialmente i proletari si ribellarono lasciando il loro posto di lavoro e con il fenomeno del luddismo, 'ideato' da Ned Ludd, che consisteva nella distruzione dei telai e delle macchine da parte dei lavoratori. Successivamente esplose la questione sociale guidata da chi lottava per una maggiore giustizia sociale (socialisti). Nel 1792 a Londra venne fondata la prima associazione di lavoratori con finalità politiche. Inoltre nacquero le società di mutuo soccorso, società che avevano lo scopo di sostenere i lavoratori.
Dal 1846 alle insurrezioni si aggiunse una grave crisi economica che provocò povertà e sfiducia nella popolazione. A causa di questa crisi nel 1848 ci fu un'ondata rivoluzionaria:
Il Regno delle due Sicilie insorse e per placare il popolo, Re Ferdinando II concesse la Costituzione;
Parigi si riempì di barricate e fu proclamata repubblica;
L'Impero Austriaco insorse e l'imperatore fu costretto a convocare un'assemblea per scrivere una Costituzione;
Boemia, Moravia, Slovacchia ed Ungheria proclamarono l'indipendenza dall'impero;
La Germania insorse e fu convocata un'assemblea costituente;
Il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e il Regno di Sardegna insorsero e gli fu concessa la Carta Costituzionale;
Venezia insorse e costrinse gli austriaci a lasciare la città;
Milano insorse anch'esso per cacciare gli austriaci con le famose giornate.
Scoppiò successivamente la prima guerra d'indipendenza che fu combattuta dal Regno di Sardegna e da volontari italiani contro l'Impero austriaco.
La riflessione sui moti del '820 aprì un dibattito sul modo per liberare l'Italia dagli stranieri. Queste riflessioni diedero luogo a tre principali ipotesi:
l'ipotesi repubblicana, sostenuta da Mazzini e Garibaldi;
l'ipotesi federalista, da Cattaneo e Gioberti;
l'ipotesi monarchica, da Camillo Benso Conte di Cavour.
Quest'ultimo, dopo la prima guerra di indipendenza seppe risollevare il Regno di Sardegna. Applicò inoltre le idee di libero commercio e in pochi anni il commercio triplicò. Questo strinse degli accordi con la Francia nei quali si prevedeva che se l'Austria avesse dichiarato guerra al regno di Sardegna, Napoleone III sarebbe intervenuto e in caso di vittoria Cavour avrebbe ceduto Nizza e la Savoia alla Francia.
Cavour provocò l'Austria inviando ai confini truppe dell'esercito. L'Austria sentendosi aggredita dichiarò guerra al Regno di Sardegna e scoppiò così la seconda guerra di indipendenza che finì con l'annessione al Regno di Sardegna della Lombardia, della Toscana e dell'Emilia.

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