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La Restaurazione

Negli anni 1814-1815 gli imperi d'Austria e di Russia e i regni di Prussia e Gran Bretagna si riunirono con le potenze minori nel Congresso di Vienna con lo scopo di garantire all'Europa un lungo periodo di pace. I sovrani dei paesi europei erano concordi nell' imporre una restaurazione, cioè la ricostruzione, dell'Ancien Règime, con conseguente ritorno all'assolutismo e al suo apparato repressivo, dopo le esperienze della Rivoluzione francese e della politica illuminista, con la fine dei loro concetti cardine come libertà, uguaglianza, felicità dei popoli. L'età dellla Restaurazione coinvolse tutta l'Europa continentale e durò dal 1815 al 1848.

La Restaurazione raggiunse il principio dell'equilibrio sostenuto dal principe Metternich e fu creata la cintura di stati cuscinetto.
La cartina europea fu così risistemata:
- Belgio e Olanda furono congiunti ai Paesi Bassi
- La Polonia fu divisa in 3 parti
- parte della Germania occidentale fu dato alla Prussia e il resto rimase diviso
- L'Italia fu divisa in 7 stati
Altro principio fondante fu quello del leggittimismo, dopo quello dell'equilibrio. La difesa del leggittimismo venne affidata alla Santa Alleanza (organismo armato).
Il Congresso si occupò di come approfittare della debolezza dell'impero Turco-Ottamano.
In Francia, Spagna, Regno delle due Sicilie tornarono le ripettive dinastie dei Borbone mentre nello Stato vaticano tornò il Papa. In questo contesto giovani borghesi, preti e aristocratici si riunirono in sétte segrete con l'obbiettivo di congiurare contro le monarchie assolute per ottenere una Costituzione. In Italia la sètta più importante fu chiamata Carboneria perchè gli adepti, per comunicare, si fingevano carbonari. In Spagna un gruppo di ufficiali si rifiutò di partire con le propie truppe per reprimere la rivoluzione delle colonie nel 1810, così il re impaurito fu costretto a concedere la Costituzione. I carbonari napoletani coinvolsero le truppe siciliane e ottenero la Costituzione spagnola. I due Borbone attendevano l'intervento della Santa Alleanza. Nel 1821 un esercito austriaco attraversò l'Italia e sbaragliò la resistenza delle truppe ribelli nel Regno delle due Sicilie. In Piemonte Carlo felice invece ritirò la Costituzione, mentre le colonie americane ottennero l'indipendenza nel 1823 e dopo due anni la ottenne il Brasile. In Grecia nel 1821 la sètta segreta Libertà riuscì a suscitare una rivolta di popolo contro l'Impero Turco-Ottomano. La rabbia della risposta turca portò al massacro di Chio e così creò un fenomeno di solidarietà internazionale. La Grecia ottenne l'indipendenza nel 1829. Nel 1823 il presidente degli Stati Uniti chiarì la sua posizione nei confronti nella Guerra d'Indipendenza esponendo la cosiddetta dottrina di Monroe: “ L'America agli Americani”.
Così l'America non intervenne in Europa.
Una nuova ondata di moti liberali percorse l'Europa nel 1830. Per prima insorse Parigi che scacciò il re Carlo X e affidò il trono a Filippo d'Orleans. Poi i polacchi e tedeschi, e nel 1831 il ducato di Modena. Questi moti furono repressi dalla Santa Alleanza.
Invece in Spagna il re concesse la Costituzione e il Belgio pote separarsi dall'Olanda.
Giuseppe Mazzini nel 1831 fondò la Giovine Italia, un'associazione clandestina di rivoluzionari che combattevano per un'Italia unita e repubblicana con un governo eletto dal popolo. I moti mazziniani cui aderiscono borghesi, militari e operai, tuttavia falliscono: nel 1834 a Genova viene stroncata una rivolta cui partecipa anche Giuseppe Garibaldi che fugge in Sudamerica; lo stesso accade nei moti in Romagna e, nel 1844, nella spedizione dei fratelli Bandiera in Calabria. Questi insuccessi causano una crisi di sfiducia verso le idee mazziniane. Mazzini si rifugiò in Svizzera e nel 1834 fonda la Giovine Europa, il primo tentativo di dare vita a una organizzazione democratica europea.
I fallimenti mazziniani fecero riflettere i patrioti italiani, che formularono proposte ancora diverse. Vincenzo Gioberti e Carlo Cattaneo proposero invece il federalismo, cioè un'Italia divisa in stati autonomi ma presieduti dal Papa (Gioberti), da un Parlamento per Cattaneo. Camillo Benso conte di Cavour tornò alla necessità di uno Stato unitario monarchico nutrito da tasse pagate da tutto il paese e indirizzate verso lo sviluppo industriale e la costruzione di ferrovie. Nel 1847 Cavour fondò il quotidiano Il Risorgimento, parola che indicò da quel momento la vicenda attraverso la quale l'Italia divenne uno Stato nazionale unitario. Nel 1847, il papa Pio IX e il granduca di Toscana Leopoldo II, concessero alcune caute riforme liberali, sull'esempio di quanto già stava facendo Carlo Alberto nel Regno di Sardegna. Un accordo per l'abolizione delle dogane stretto in quell'anno fra i tre sovrani sembrò a tutti un primo passo verso l'unità. Contro queste riforme intervenne però il maresciallo Radetzky che occupò Ferrara, una città dello Stato Pontificio. Di fronte a questa provocazione i patrioti di tutta Italia chiesero a Carlo Alberto di occupare il Lombardo-Veneto per liberarlo dagli Austriaci.

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