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Il colonialismo

La necessità di attingere alle materie prime contenute nei paesi coloniali fu immensa per i paesi più sviluppati.
Ci fu una grande ripresa dell’espansione coloniale, dettata dalla necessità, come detto prima, di controllare le materia prime e di ricercare mercati per vendere ed investire i propri capitali.
Queste conquiste coloniali ebbero una particolarità: l’asservimento economico delle colonie. Gli stati che presero parte a questa espansione coloniale furono la Gran Bretagna, la Francia, che prese possesso di alcuni territori in Africa, e la Germania, la quale fondò un grande impero coloniale in Africa. Ci provò anche l’Italia.
Gli stati che assaltarono questi paesi usarono la scusa di civilizzare un popolo fatto di ignoranti ed inferiori e di ottenere una crescita demografica anche in Europa, quando il loro scopo principale era semplicemente quello di prendere le materie prime presenti nelle colonie.

Agli inizi del 900 anche l’America, che non aveva preso parte al Colonialismo (così fu chiamato questo fenomeno), avviò delle conquiste in America Latina. Ovviamente anche loro, utilizzarono una scusa, ovvero quella di liberarli dai popoli dominatori stranieri. Conquistarono quei pezzi di terreno poiché erano zone strategiche, ovvero Cuba e Panama, con il suo canale.
Dall’altra parte del mondo troviamo il Giappone, finora ritenuto solo un piccolo stato incapace di affrontare guerre simili. Invece fu proprio il Giappone a conquistare l’isola di Formosa (Taiwan), della Corea e di vincere militarmente contro la Russia addirittura, ottenendo la Manciuria (1904-1905), sconvolgendo tutto il mondo.

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