Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Babilonia, situata sulle rive dell'Eufrate nell'attuale Iraq, era la città più importante dell'antica Mesopotamia, conosciuta per la sua bellezza e i giardini pensili, una delle sette meraviglie del mondo antico.
  • Il nome Babilonia deriva dal sumero "kadingira", che significa "la porta di Dio", e la città era protetta da una doppia cinta muraria e dotata di otto grandi porte, tra cui la celebre porta di Ishtar.
  • Sotto il regno di Hammurabi, Babilonia raggiunse il suo apice come capitale di un grande impero e fu il luogo di redazione del primo codice legislativo della storia, il Codice di Hammurabi.
  • Il periodo di massimo splendore si ebbe con i re Nabopolassar e Nabucodonosor II, che trasformarono Babilonia nella più grande città del mondo antico e completarono la torre Etemenanki.
  • Nonostante le importanti scoperte archeologiche del XX secolo, persiste un alone di mistero riguardo al declino di Babilonia e alla sua fondazione, complicato dalla situazione politica attuale in Iraq.

In questo appunto si parla della città di Babilonia da differenti punti di vista, andando ad analizzare in primis l'origine del nome e le sue caratteristiche morfologiche, per poi passare alla sua storia in breve e al mito che ancora oggi la circonda.
la Mesopotamia antica

Indice

  1. Origine del nome e caratteristiche morfologiche della città di Babilonia
  2. Babilonia e la sua storia in breve: da Hammurabi ad Alessandro Magno
  3. Il mito di Babilonia: ancora tanti dubbi su una tra le città più belle del mondo antico

Origine del nome e caratteristiche morfologiche della città di Babilonia

Babilonia, la città più importante dell'antica Mesopotamia, sorgeva sulle rive del fiume Eufrate, nel territorio che oggi è occupato dall'Iraq, a circa 80 km a sud dall’attuale Baghdad. Il suo nome deriva dal sumero kadingira, che vuol dire "la porta di Dio". Grande metropoli dell'antichità, questa città arrivò ad avere ben 370.000 abitanti; ma divenne famosa anche per la sua bellezza grazie a palazzi, case e giardini pensili, questi ultimi considerati una delle sette meraviglie del mondo antico. Il tempio-palazzo di sette piani, alla cui sommità era situato il tempio dedicato al dio Marduk, il più importante fra gli dei babilonesi, secondo la tradizione corrisponde alla biblica Torre di Babele. Si tratta della torre Etemenanki realmente esistita; una costruzione dalle dimensioni eccezionali, con i suoi 90 metri per altezza e larghezza. Era inoltre protetta da una doppia cinta muraria: una interna, lunga 8 chilometri, per proteggere il quartiere dove si svolgevano le attività politiche e religiose; e una esterna, lunga 18 chilometri, per delimitare i terreni agricoli e quartieri residenziali periferici, oltre a ospitare la popolazione in caso di assedio.
Divisa in quattro quartieri e 24 strade principali (più due strade militari), la città aveva otto grandi porte, ognuna di esse dedicata a una divinità; la più bella e famosa è la porta di Ishtar, dea dell'amore e della guerra. Composta da mattoni smaltati blu con figure in rilievo di animali sacri, tori, leoni e draghi aventi la funzione simbolica di proteggere la città, oggi è ricomposta al Pergamon Museum di Berlino.

Babilonia e la sua storia in breve: da Hammurabi ad Alessandro Magno

La storia di Babilonia è più che millenaria. Per oltre 4000 anni fu capitale di un grande impero, che raggiunse il suo apice durante il regno di Hammurabi (1792-1750 a.C.), il quale sottomise l'intera Mesopotamia. Hammurabi ha redatto il primo codice legislativo della storia: il Codice di Hammurabi. La città a quel tempo dominava un impero che si estendeva a nord fin quasi alle sorgenti dell’Eufrate e a sud fin quasi al Golfo Persico.
La potenza e l’indipendenza dell’antica Babilonia durarono per circa quattro secoli dopo la morte del sovrano, fino a quando la città non cadde prima sotto il dominio dei Cassiti e poi degli Assiri, che la distrussero completamente per poi ricostruirla da capo. Nel 612 a.C. Ninive, la capitale del regno assiro situata sulla riva sinistra del fiume Tigri, venne distrutta dal popolo dei Medi, proveniente dalla regione dell'odierno Iran, e da quello dei Caldei, forse originari dell'Arabia.
Verso la fine del VII e durante il VI secolo a.C., il regno di Babilonia deve il suo splendore ai re Nabopolassar e il figlio Nabucodonosor II.
Il re caldeo Nabopolassar si insediò al trono di Babilonia e la proclamò capitale del secondo impero babilonese.
Durante il regno di Nabucodonosor II, figlio di Nabopolassar, Babilonia divenne la più grande città del mondo, grazie alla sua estensione per circa 1000 ettari (10 km²), fino a dominare gran parte del Vicino Oriente antico. Sempre in questo periodo Babilonia divenne una delle meraviglie del mondo antico e tra i monumenti dell'epoca vi fu proprio la porta di Ishtar.
Nabucodonosor II riuscì anche a completare la torre Etemenanki, cioè la "casa della fondazione del Cielo e della Terra", la più grande ziqqurat (monumento il cui termine deriva dalla parola zaqaru, ossia “luogo alto” nell’antica lingua mesopotamica) di tutta Babilonia.
A Nabucodonosor II si deve, probabilmente, anche la realizzazione dei famosi giardini pensili di Babilonia. Nel 331 a.C. Babilonia fu conquistata da Alessandro Magno, dove morì nel 323 a.C.
Per ulteriori approfondimenti sulla civiltà babilonese vedi qui
Babilonia: Storia, Miti e Meraviglie dell'Antica Metropoli Mesopotamica articolo

Il mito di Babilonia: ancora tanti dubbi su una tra le città più belle del mondo antico

Babilonia è conosciuta anche per il mito che riguarda il suo lento declino e successivo abbandono, che si è verificato nei primi secoli del primo millennio d.C. Un mito riportato in alcuni scritti biblici e di autori greco-romani. Il sito in cui sorse non fu oggetto di scavi rilevanti almeno fino all'inizio del XX secolo. Solo in questo periodo vennero infatti riportati alla luce i principali monumenti grazie all'archeologo tedesco Robert Koldewe. A partire da allora, anche grazie alla significativa documentazione archeologica ed epigrafica rinvenuta, integrata da alcune informazioni provenienti da altri siti antichi collegati alla città, fu possibile avere una rappresentazione accurata dell'antica città oltre i racconti mitologici. Nonostante queste scoperte rimangono però ancora oggi delle zone d'ombra che riguardano uno dei più importanti siti archeologici di tutta la storia antica. Zone d'ombra che a quanto pare non verranno riportate alla luce tanto presto a causa della situazione politica in Iraq, creatasi a partire dalla fine del XX secolo.
Proprio per il mistero che aleggia su questa città è del tutto impossibile conoscere la sua fondazione, che secondo alcune fonti storiche si basa su ipotesi differenti.
Per ulteriori approfondimenti sulla città di Babilonia vedi qui
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del nome Babilonia e cosa rappresenta?
  2. Il nome Babilonia deriva dal sumero "kadingira", che significa "la porta di Dio", evidenziando l'importanza religiosa e culturale della città nell'antica Mesopotamia.

  3. Quali erano le caratteristiche morfologiche principali di Babilonia?
  4. Babilonia era una grande metropoli con 370.000 abitanti, famosa per i suoi palazzi, case e i giardini pensili, considerati una delle sette meraviglie del mondo antico, e per la torre Etemenanki, un'imponente ziqqurat.

  5. Come si sviluppò la storia di Babilonia sotto il regno di Hammurabi?
  6. Sotto Hammurabi (1792-1750 a.C.), Babilonia divenne capitale di un vasto impero e redasse il primo codice legislativo della storia, il Codice di Hammurabi, estendendo il suo dominio su gran parte della Mesopotamia.

  7. Quali furono i momenti di splendore e declino di Babilonia?
  8. Babilonia conobbe un periodo di grande splendore sotto Nabopolassar e Nabucodonosor II, ma subì un lento declino e abbandono nei primi secoli del primo millennio d.C., come riportato in scritti biblici e di autori greco-romani.

  9. Qual è il significato del mito di Babilonia e le sue implicazioni archeologiche?
  10. Il mito di Babilonia riguarda il suo declino e abbandono, con scavi significativi avvenuti solo nel XX secolo grazie all'archeologo Robert Koldewe, ma rimangono ancora zone d'ombra a causa della situazione politica in Iraq.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community