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Concetti Chiave

  • Il sistema politico ateniese inizialmente era dominato dai nobili, con leggi approvate dall'Areopàgo e applicate da tre àrconti, tutti provenienti dalla classe aristocratica.
  • Con l'espansione della polis, il potere dei nobili divenne insufficiente, portando a un crescente desiderio di partecipazione al governo da parte di commercianti, artigiani e contadini.
  • Il movimento democratico emerse in risposta alla richiesta di una maggiore rappresentanza, dando inizio a un dibattito vivace sulla governance della polis.
  • Le leggi severe di Dracene furono introdotte in difesa dei nobili, imponendo pene dure per debitori e accentuando la disoccupazione tra i contadini liberi.
  • La capacità dei nobili di utilizzare schiavi per il lavoro agricolo portò a una crescente disparità economica, costringendo i contadini a indebitarsi e a perdere le loro terre.

Qual è il sistema politico ateniese?

Il primo sistema politico creato in Atene fu sostanzialmente quello nel quale il potere era nella mani dei nobili, cioè dei proprietari terrieri.

Le leggi erano fatte dall’Areopàgo (una specie del nostro Senato: era un’assemblea di nobili anziani che avevano già ricoperto cariche di governo) e venivano approvate dall’Ecclesìa (assemblea di tutti gli Ateniesi, nobili e non nobili, dalla quale però erano esclusi i «teti», ossia gli operai e i contadini). Le leggi erano fatte applicare dal governo, composto da tre àrconti (l’«àrconte eponimo» era una sorta di ministro della Giustizia, l’«àrconte polemarco» una specie di ministro della Guerra, l'«àrconte basileus» una specie di ministro degli Interni), che provenivano sempre dalla classe dei nobili (o «eupatrìdi» = nati bene).

L'ascesa del movimento democratico

Con lo sviluppo della «polis» di Atene il sistema politico creato dai nobili non fu più sufficiente a governare la città.

Con esso il potere stava quasi tutto nelle mani dei nobili, cioè dei proprietari terrieri; ben presto i ricchi commercianti, gli artigiani, gli armatori, anche gli operai e i contadini, presero ad agitarsi ed a battersi per partecipare al governo, non più solo all’«ecclesia».

Nacque così un forte movimento democratico e nacquero vivissime discussioni sulla maniera migliore di governare la «polis»: in altre parole era nata la «politica», che significa appunto «arte di governare la polis».

Le leggi di Dracene e le conseguenze sociali

Il movimento democratico Iniziò una dura lotta contro i nobili, anche con manifestazioni e tumulti: i nobili si difesero inasprendo le leggi esistenti. L’arconte Dracene emanò leggi severissime per i colpevoli di reati contro i proprietari ed istituì pene atroci per chi non pagasse i debiti.

I nobili, i proprietari terrieri, con l’aumento della ricchezza, potevano acquistare a buon mercato molti schiavi, ai quali facevano lavorare la terra senza pagarli, dando solo vitto e alloggio. Non avevano, perciò, più bisogno dei contadini liberi, ai quali andava pagato il salario, e li licenziavano. Costoro restavano cosi disoccupati e poveri. Inoltre i nobili che possedevano un maggior numero di schiavi potevano produrre a prezzi di concorrenza, poiché non dovevano pagare i lavoratori; ciò danneggiava i contadini che producevano in proprio e li costringeva, per tirare avanti, a fare debiti con i padroni più ricchi. Se non riuscivano a pagare i debiti perdevano la loro terra e addirittura se stessi, in quanto il creditore aveva il diritto di trasformarli in schiavi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual era la struttura del sistema politico ateniese prima dell'ascesa della democrazia?
  2. Il sistema politico ateniese era dominato dai nobili, con leggi approvate dall'Areopàgo e applicate da tre àrconti, tutti provenienti dalla classe dei nobili, escludendo i «teti», ossia operai e contadini.

  3. Come si sviluppò il movimento democratico ad Atene?
  4. Con l'espansione della polis, i nobili non riuscivano più a governare efficacemente, portando a una crescente agitazione da parte di commercianti, artigiani e contadini, che richiedevano una maggiore partecipazione al governo.

  5. Quali furono le conseguenze delle leggi di Dracene?
  6. Le leggi di Dracene, emanate per reprimere il dissenso, imposero pene severe e contribuirono a una crescente disoccupazione tra i contadini, costretti a indebitarsi e a perdere le loro terre.

  7. In che modo l'aumento della schiavitù influenzò la società ateniese?
  8. I nobili, grazie all'acquisto di schiavi, ridussero la necessità di lavoratori liberi, causando disoccupazione tra i contadini e una competizione sleale che li portava a indebitarsi e a perdere la propria libertà.

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