Achei – Organizzazione


Gli Achei stanziatisi nella penisola ellenica cominciarono ad avere rapporti con i popoli circostanti e soprattutto con i Cretesi; ricordate la leggenda di Minosse e quella del Minotauro? Inizialmente i Cretesi erano più progrediti degli Achei e influenzarono la loro civiltà. Nelle città achee si diffuse la moda cretese, dai Cretesi gli Achei impararono a costruire navi migliori, impararono la scrittura, appresero certe attività sportive, il nome di alcune divinità, l’arte della ceramica.
Gli Achei erano Indoeuropei e politicamente si organizzarono alla maniera tipica degli Indoeuropei, erano e restarono divisi in tribù, dette «filai», in cui esistevano delle famiglie nobili dette «patriai»; le quali possedevano vasti territori, comprese le persone, gli animali e le cose che vi si trovavano. Ogni territorio era retto da un «basileus» (re), il quale a volte radunava, per averne il parere, l'assemblea dei cittadini più importanti, dei capi delle famiglie più ricche. In caso di emergenza le varie famiglie ed i vari re si riunivano temporaneamente ed eleggevano un «basileuteros» («re dei re»), coadiuvato dall’assemblea di tutti i re.
Le città degli Achei, a differenza di quelle dei Cretesi, sorsero quasi tutte su erte colline ed ebbero delle rocche cintate.
Micene sorgeva su una collina ripidissima dell'Argolide; era circondata da muraglie alte venti metri e larghe sette, con torrioni, casematte, posti di guardia.
Bisogna precisare che Micene non fu affatto la capitale di uno Stato acheo, per il semplice motivo che non vi fu mai uno Stato acheo. Le varie città erano la sede dei vari re e padroni di un territorio, quindi erano assolutamente autonome fra loro.
Si parla di Micene soprattutto perché divenne la città più forte, in quanto sorgeva in buona posizione geografica (accanto all'istmo di Corinto e nella pianura argiva) e nei monti alle sue spalle si celavano in copia ferro e rame.

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