giu.ly di giu.ly
Ominide 14 punti

Unità d'Italia, Destra e sinistra storica


Unità d'Italia


Dopo il 1848, il movimento repubblicano, fortemente indebolito dal fallimento dei tentativi insurrezionali, si era diviso in unitaristi di Mazzini e federalisti di Cattaneo.
Il conte di Cavour Camillo Benso si affermò sulla scena politica quando divenne capo della maggioranza liberal-moderata e ministro dell’Agricoltura e del Commercio; successivamente anche delle Finanze. Egli si battè per il pieno svolgimento dello Statuto Albertino e per una maggiore laicità dello Stato.
Molti mazziniani si rivolsero alla Società nazionale (che raccoglieva tutte le forze moderate e democratiche che sostenevano la monarchia costituzionale di Vittorio Emanuele II per raggiungere l’unificazione). Il processo di unificazione fu, quindi, il risultato di due percorsi paralleli: l’influenza del crescente prestigio della monarchia sabauda e la crisi del Repubblicanesimo.
In politica estera, fondamentali furono gli interventi di Cavour negli accordi segreti di Plombières con Napoleone III (Italia e Francia stabiliscono un’alleanza militare contro l’Austria), ottenendo l’impegno dell’imperatore a intervenire contro l’Austria in aiuto dei piemontesi. Nell’aprile 1859 l’Austria dichiarò guerra, ma Napoleone III decise di firmare l’Armistizio di Villafranca, assegnando al regno sabaudo il territorio della Lombardia.
La seconda fase del processo di unificazione fu guidata da G.Garibaldi, che nel maggio 1860 raccolse accanto a sé i Mille per condurli in Sicilia, per sconfiggere la tirannia dei Borbone. I 1000 sbarcarono da Quarto (Genova), arrivati a Marsala (Sicilia), conquistarono l’isola in meno di 2 mesi; successivamente la spedizione giunse a Napoli. Vittorio Emanuele II, intanto, conquistò l’Umbria e le Marche e il 17/03/1861 fu proclamato Re d’Italia. Nacque la Nazione italiana, la cui prima capitale fu Torino.

Destra storica


A governare nel primo quindicennio unitario, fu la destra storica di cui facevano parte gli eredi della tradizione monarchico-moderata (tra i suoi maggiori esponenti Ricasoli, Rattazzi, Sella). La strategia fiscale della Destra era volta a promuovere lo sviluppo capitalistico e si basava su un’imposta indiretta, la tassa sul macinato. Essa sottoponeva a a tassazione il grano portato a macinare e fu causa di ribellione dei ceti popolari, poiché colpiva il prezzo del pane.
Legge Casati: estendeva a tutto il regno l’istruzione elementare obbligatoria e gratuita per i primi due anni di scuola elementare. Incontrò resistenze nella società contadina che non voleva rinunciare al lavoro dei figli.

Sinistra storica


Il malcontento generale, portò nel 1875 alla vittoria della sinistra alle elezioni. Al potere salì A. Depretis. Della sinistra facevano parte ex mazziniani come Crispi e Nicotera. La sinistra si batteva soprattutto per l’estensione del suffragio, il completamento dell’unificazione e l’abolizione della tassa sul macinato.
Legge Coppino: il compito di creare scuole elementari viene affidato allo Stato e non più ai comuni; l’obbligo scolastico viene innalzato all’età di 9 anni. La tassa sul macinato viene abolita e il diritto di voto esteso in maniera modesta, i contadini non godono ancora del diritto. Entra in vigore l’esame di istruzione elementare.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email